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Agatino il guaritore

Agatino il guaritore

Di Agatino si fatica a ricordare il nome e la storia, ma poco importa. Di lui oggi si sa, in tutta Boschetto e paesini limitrofi, in un angolo di mondo sperduto e sconosciuto alle più comuni carte geografiche, che è la persona giusta a cui affidarsi quando si ha un problema. Agatino, a dispetto del nome quasi vezzeggiativo, è un omone con un collo tozzo, una pancia pronunciata, due braccia lunghe. Si muove lentamente e mentre ascolta i suoi clienti fa battere una penna sul tavolo, quasi nervosamente: in realtà sta pensando a come trovare una soluzione a quel preciso problema. La sua voce è calma, calda, accogliente, non usa mai parole sbagliate, non si sbilancia mai, modula il tempo. Per molti Agatino è un impostore, un cialtrone che inganna i disperati; per altri è una panacea, un uomo in odore di santità. Per questo Marcella, donna dalla bellezza sfiorita e dalla vita fin troppo sfortunata, troppo presto vedova e madre di una giovane ragazza stuprata e morta a sua volta di parto, sa che solo Agatino può sollevarla dal pensiero di far crescere la piccola Marcellina: ha otto anni la bambina, è vivace, intelligente e bella come la nonna in gioventù. Ma Marcella è vecchia e stanca, vuole perciò affidare ad Agatino la nipote prima di morire. Per Agatino è un caso strano, che rischia di limitare la sua libertà negli affari e nella sua vita privata: ogni tre settimane prende un treno per ritirarsi tre giorni con tre prostitute in un paesino di un’altra provincia dove può dimenticare il suo lavoro e farsi avvolgere dal piacere. E poi non ne sa molto di come si fa crescere una ragazzina, figli non ne ha mai avuti. Ma Marcella è determinata: tutte le mattine per venti giorni di fila si ferma davanti al bivio che porta alla casa di Agatino, si ferma giusto il tempo di essere vista dal padrone di casa, un promemoria ed una supplica. Finché, dopo tre lunedì, Agatino decide di ricevere di nuovo Marcella: non servono parole, la donna ha già venduto la sua casa e gli lascia la nipote con una cospicua dote. Adesso può morire in pace, sapendo che la nipote è nelle mani dell’uomo giusto…

Agatino il guaritore è un romanzo corale, incentrato sulla figura ambigua del presunto protagonista, ma in realtà è un testo che si nutre di storie collaterali che si dipanano in brevi capitoli che nascono dagli incontri di Agatino stesso con i suoi clienti. Agatino, infatti, colleziona come un prete nel confessionale vizi e virtù delle anime che vivono nei paraggi. Studia quelle storie e cerca di trarne vantaggio per sé e per gli altri. Il romanzo è di fatto la narrazione di una comunità che si racconta e delle relazioni fra gli uomini e le donne di quella comunità, le loro piccole e grandi paure, le loro speranze e le loro illusioni, i mali e le piccole gioie venali. È un romanzo sugli aspetti materiali ed immateriali della vita umana, sulle pulsioni carnali e spirituali, le pruderie ed il fino moralismo, ma anche una riflessione sul destino e il senso di Dio e della salvezza. Massimiliano Città, già autore di altri romanzi e recensioni reperibili sul suo blog, è scrittore consumato, dal tratto leggero ma denso, capace di ricostruire con la sua scrittura accattivante storie verosimili evocatrici di situazioni e riflessioni più profonde. Per questo il testo si rivela una piccola commedia umana, in cui il destino, inaspettato o indotto, si presenta con una forza dirompente capace di creare altra vita.