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Agnes

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Un trillo metallico ha spezzato la serata. Malgrado l’ora si trascina per la strada verso il commissariato. Una volta sul posto, a strapparla dai suoi pensieri è la signora Majerova che prova a consolarla. Si chiama Julie Cechova ed è lì per denunciare la scomparsa di un congiunto. Il congiunto in questione è Agnes, una ragazza dall’apparente età di quindici anni, capelli neri, occhi castani, corporatura media. Al momento della scomparsa indossava jeans stretti, una maglietta a maniche lunghe, sneakers beige, una felpa grigia con cappuccio e una borsa a tracolla a quadri. Si teme che la scomparsa possa essere rimasta vittima di un crimine o coinvolta in attività criminali. La descrizione ne riporta fedelmente l’aspetto ma non dice nulla di profondo di lei. Non parla delle sue passioni né delle sue pene ma soprattutto non racconta le ragioni precise che hanno spinto Agnes a scappare via in una notte piovosa. Ma non è la prima volta che la ragazza si allontana e Julie, tornando indietro con la mente, riesce ad individuare il momento preciso in cui tutto ha iniziato a girare storto. Si trovava a Praga, nel bagno dell’ufficio, era lì per una riunione durante la quale le era stato assegnato il compito di individuare le persone che avrebbero potuto apportare un profitto all’azienda per la quale lavorava e quali invece di minor valore. Aveva avuto difficoltà a fare una selezione e ben presto si era resa conto di classificare i lavoratori secondo una maniera errata, non poteva infatti mettere nella stessa lista una qualunque addetta alla fatturazione spesso in congedo parentale e la segretaria privata del direttore generale della ditta. Serrando le palpebre aveva cominciato ad avere davanti agli occhi come dei fuochi d’artificio che le avevano impedito di guardare il mondo intorno a lei. Aveva sentito un formicolio nella testa come se si fossero interrotti i percorsi neurali. Migliaia di punteruoli le avevano stilettato il cervello e aveva sentito come se un bisturi affilato le stesse incidendo la corteccia cerebrale. Da quel momento però, tutto è cambiato: la donna che ha lasciato l’ufficio è stata una nuova Julie. Uscendo le mani non le hanno tremato e con passo sicuro ha sceso le scale. Conosceva la soluzione al suo problema. Anche lei voleva avere seni gonfi e pancia piena da strofinare alla scrivania, voleva che la gente le accarezzasse il ventre e voleva sentire il suo respiro farsi pesante mentre saliva le scale. Marek lo aveva incontrato anni prima all’Università e ben presto si erano trasferiti in un bilocale di ringhiera ereditato dai nonni. Di avere figli parlano poco, c’era sempre qualcosa di più urgente da fare, ora però era arrivato il loro momento. Ma qualcosa era andato storto e Julie aveva perso il bambino. Da quel momento era iniziato un calvario che l’aveva portata all’adozione, con una pratica fuori dal comune…

Nel romanzo che ha dato inizio alla trilogia della maternità, seguito da La cercatrice di funghi e Ricostruzione, c’è una bambina, anzi due: entrambe porteranno il nome che dà titolo al romanzo, ma una non esisterà mai, l’altra lo farà sempre nel modo sbagliato. Julie è una che nella vita ambisce a prevalere, una professionista che ha il desiderio di essere migliore di tutti: ma un aborto spontaneo interrompe la traiettoria verso la perfezione. Anche Agnes sarà una continua delusione per Julie, inadeguata e troppo distante com’è dalla figlia perfetta troppe volte immaginata. Oggetto di pettegolezzi una per quella gravidanza inaspettata e l’altra per quella pelle troppo scura, madre e figlia si aggirano tristi nel quartiere di Liben, ingoiate dalla società praghese dei vicinati e dei pettegolezzi, i delatori fabbricati nella stessa epoca. Un romanzo sul razzismo praghese nei confronti dei Rom e sulle relazioni tossiche che si instaurano fra madre e figlia. Julie, seppur tra segreti e bugie, è una madre che, a differenza di quelle che abbandonano, resta. Considerata l’astro nascente della letteratura ceca, Victoria Hanisova è scrittrice, traduttrice e docente di lingue. Ha esordito nel 2015. I suoi libri sono tradotti in spagnolo, catalano, tedesco, croato, polacco e arabo.