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Alba d’inchiostro

Alba d’inchiostro

Nella cittadina di Ombra, nel mondo d’inchiostro, Farid vaga disperatamente alla ricerca di Dita di Polvere, il mangiafuoco che ha sacrificato la propria vita per lui. Sono passati diversi mesi ma Farid non si è mai rassegnato alla sua perdita. Il ragazzo lavora ora come servitore di un Orfeo sempre più ricco, mentre di notte cerca segretamente un modo per riportare in vita il suo mentore. Nel frattempo, Meggie vive con i suoi genitori Mo e Resa nel rifugio di Fenoglio, il creatore originale del mondo d’inchiostro. Mentre la famiglia sembra essersi adattata alla vita in questo mondo fantastico, Mo è cambiato profondamente da quando è entrato nella storia, assumendo sempre più le caratteristiche dell’eroe ribelle conosciuto come il Brigante Gentiluomo, che combatte contro l’oppressione dell’ormai immortale, ma in lenta decadenza, Testa di Serpente. Sugli abitanti di Ombra gravano tasse sempre più severe. Gli sgherri di Testa di Serpente hanno ucciso quasi tutti i giovani adulti di Ombra e rapiscono regolarmente i bambini per farli lavorare nelle miniere. L’unica figura che li ostacola è proprio il romantico Brigante Gentiluomo…

L’episodio conclusivo della Trilogia del mondo d’inchiostro di Cornelia Funke è l’apice di un’opera che ha ridefinito i confini della letteratura fantastica contemporanea per ragazzi. La scrittura della Funke si distingue per una prosa ricca e stratificata che evoca sia la tradizione favolistica europea che echi della letteratura romantica tedesca. L’autrice dimostra una straordinaria capacità di creare un universo narrativo che interroga continuamente il rapporto tra realtà e finzione, autore e creazione. Come osserva la studiosa Maria Nikolajeva: “L’universo letterario del mondo d’inchiostro è un ambiente di rara complessità, in cui i personaggi si confrontano con la loro natura finzionale e le implicazioni ontologiche dell’essere creature di carta e inchiostro. Questa dimensione metanarrativa eleva la trilogia oltre i confini convenzionali della letteratura fantasy per ragazzi”. La tensione tra il potere creativo e distruttivo della parola scritta viene esplorata attraverso il confronto finale tra i protagonisti e Testa di Serpente, antagonista che incarna le potenzialità oscure della narrazione. Funke costruisce un’allegoria sofisticata del processo creativo stesso, in cui la scrittura diventa un atto di responsabilità etica. Attraverso la figura di Fenoglio, l’autore intradiegetico, la trilogia esplora le implicazioni morali della creazione letteraria e il rapporto problematico tra autore, testo e lettore. E non mancano temi di notevole profondità: il destino, il libero arbitrio, la morte (che è richiamata nel titolo originale Tintentod ma non nella traduzione italiana, probabilmente addolcita con un maldestro impeto politically correct.