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Alma del vento

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Alma vive con la sua famiglia in un’immensa vallata circondata da alte falesie che la isolano dal resto del mondo. In quel luogo hanno tutto ciò di cui hanno bisogno, è un vero e proprio paradiso terrestre. Il padre ripete sempre loro che niente deve uscire dalla valle e soprattutto niente e nessuno deve entrarci. Solo che un giorno Alma ha scoperto uno strano animale, una zebra senza strisce, completamente bianca. È comparso dal nulla, probabilmente proviene da quel Laggiù di cui lei stessa non sa niente ma di cui suo fratello più piccolo è come affamato. Lam ha bisogno di sentirsi narrare di altri mondi e Alma lo fa, inventandosi nuovi fiori, animali, case alate, prati luminosi… finché poi quell’altro mondo non si rivela loro con quella zebra bianca, cui hanno dato il nome di Bruma. È ormai un anno che Alma l’ha trovata, sa che non è una zebra, è molto più snella, e sa che non può essere caduta dal cielo; deve esserci un passaggio che collega la loro valle al resto del mondo. Poi una mattina Lam e Bruma scompaiono. Le piogge hanno cambiato il paesaggio, riempiendo d’acqua l’unica apertura nelle falesie, la Gola delle Spine. Alma è l’unica a sapere di quel passaggio, è stata lei a trovare Bruma, lei a raccontare a Lam di altri mondi: spetta a lei ritrovare suo fratello. Al di là della valle, il tempo rientra nella storia: alla fine del Settecento l’Africa è piena di cacciatori che, anziché catturare animali, cercano altri uomini da vendere alle grandi navi negriere provenienti da occidente. Siamo ben lontani dal paradiso, Alma se ne accorge subito. È assolutamente necessario che ritrovi Lam prima che il mondo là fuori lo privi per sempre della sua libertà…

Alma del vento, con le illustrazioni di François Place, è solo il primo libro della nuova trilogia di Timothée de Fombelle, che questa volta usa la sua bella penna per raccontarci un’avventura per terra e per mare ambientata alla fine del Settecento nel periodo della tratta dei neri. L’ambientazione storica non vieta all’autore di introdurre anche un elemento magico, che ci aspettiamo si svilupperà in maniera interessante nei prossimi libri. Alma, sua madre e i suoi fratelli, sono infatti gli ultimi superstiti del popolo degli Oko, dotato di particolari doni: le cinque vie della caccia, del giardino, della guarigione, del canto e della guerra. Per questo i mercanti di uomini sono disposti a pagare molto per loro, per questo anche i popoli vicini li cercano per consegnarli ai negrieri e così evitare la tratta della propria gente. De Fombelle ci racconta di un mondo paradisiaco, l’Africa, dove lui stesso ha vissuto per un periodo con la sua famiglia, avvelenato dalla fame di guadagno e dalla prepotenza dell’uomo bianco, che è arrivato a privare altri uomini del diritto inalienabile alla libertà. Non a caso Alma, nella lingua degli Oko, significa proprio “libertà”. Le vicende della protagonista però non sono le uniche che tratteggiano questa storia di fughe, ricerche e speranza: i destini di ragazzi di diverse condizioni sociali, culturali e di diversa nazionalità, sono desinati a incrociarsi lungo le tratte delle navi negriere; scopriranno un mondo inumano e, immaginiamo, faranno di tutto per ribellarvisi e cambiarlo.