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Alpini

Alpini

1 marzo 1896. L’esercito di Menelik è composto da oltre 100.000 uomini: gli italiani, i conquistatori, sono circa 15.000 e di questi un migliaio sono del gruppo scelto degli “Alpini”, per lo più provenienti dalla brigata siciliana, zona di Enna. Grazie al coraggio dei 954 uomini, di cui ne restano vivi soltanto 92, la sconfitta schiacciante dell’esercito italiano è meno amara: gli uomini del gruppo scelto si immolano per permettere la ritirata ai commilitoni. L’altopiano abissino è stato il battesimo di fuoco del corpo nato nel 1872, impiegato per lo più per il presidio del territorio montuoso, come voleva il fondatore Giuseppe Perrucchetti, che allora pensò all’importanza di un corpo militare fatto di montanari del posto, capaci più di altri di garantire la protezione dei valichi e delle frontiere. Da allora gli alpini furono eroi e vittime di politiche militari a volte disperate e impreparate, ma furono anche quelli che difesero i nostri confini nella guerra del 1915-18 diventando martiri, come Cesare Battisti e Fabio Filzi giustiziati nel luglio 1916 nel Castello del Buonconsiglio di Trento dal crudele boia Joseph Lange, giunto appositamente da Vienna. Gli alpini sono anche i militari che hanno prestato soccorso al Vajont o ai soldati in Afghanistan, oppure hanno contribuito alla costruzione della teleferica che unisce Entrèves al Mont Fréty e il rifugio Torino. In tempo di pace sono stati protagonisti anche recenti dei soccorsi in occasione dei terremoti in Irpinia ed in Abruzzo. Dove c’è da rischiare, lì siamo sicuri di trovare un alpino...

Il saggio di Stefano Ardito è un doveroso omaggio ad un corpo militare ultrasecolare che ha accompagnato tutto il percorso bellico dell’Italia post-risorgimentale, dando garanzie di efficienza in tempo di guerra e di soccorso in tempo di pace a chi ne ha avuto più bisogno. Il saggio è ricco di documentazioni abilmente intessute in una trama narrativa avvincente, dal sapore romanzesco come tutte le storie del secolo scorso. Ardito ripercorre le vicende di uno dei corpi più amati dell’esercito italiano, soffermandosi con dovizia di particolari su episodi, luoghi e uomini: è un libro non sugli atti militari, ma sull’eroismo di uomini che molto spesso, se non sempre, hanno anteposto al gesto eclatante il sacrificio silenzioso. L’occasione del libro è stato il centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) nata a Milano nel 1919, ma l’effetto è quello di riuscire a tratteggiare con cura un pezzo di storia italiana.