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Altre terre

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Se volessimo misurare la fortuna come l’opportunità di ottenere risposte a domande complesse o di risolvere misteri vecchi quanto la vita dell’uomo sulla terra, potremmo dire che la nostra epoca è fortunata. Siamo consapevoli del posto che occupa il nostro pianeta nell’universo, abbiamo fotografie dallo spazio e satelliti che ci monitorano senza sosta. E possiamo permetterci di sbirciare le eventuali “vite degli altri”: indagare, cioè, sulla possibilità di vita in altre terre. I pianeti candidati alla categoria dell’ospitalità sono migliaia, “ma nessuno di essi è un’altra Terra. I primi pianeti scoperti negli anni Novanta erano mondi strani che nessuna teoria aveva previsto e nessuno scrittore aveva immaginato”. Nello stesso periodo un giovane laureando in fisica si apprestava a chiedere la tesi a Ruggiero de Ritis, studioso attivo e proficuo in cosmologia teorica. “Giovanni - sussurrò il professore - è il momento di cercare i pianeti extrasolari”: un invito a solcare i mari aperti, dove le terre incognite abbondavano e dove occorreva anche un pizzico di filosofia per proseguire le visioni di Democrito, di Lucrezio, di Giordano Bruno con i metodi e gli strumenti della scienza contemporanea. Come il SETI, il centro di ricerca della NASA impegnato nella caccia alle vite aliene intelligenti, con i telescopi spaziali, e con i radiotelescopi anche qui dalla Terra. I pionieri delle “altre terre” sono moderni Cristoforo Colombo: combattono contro un senso comune di sfiducia, in partenza, e affrontano l’ignoto con mezzi talvolta insufficienti…

“Proprio ora che il cielo si popola degli infiniti mondi che filosofi e astronomi hanno sognato e cercato per millenni, noi ne siamo sempre più separati”. L’inquinamento luminoso cambia l’ecosistema, disperde la curiosità, interrompe la nostra connessione con l’Universo. Se non si lavora con l’occhio al telescopio, il cielo si allontana giorno dopo giorno, generazione dopo generazione. Il paradosso segnalato dall’autore di questo bel saggio però esiste davvero. Mai come oggi siamo impegnati nella ricerca di altre terre, simili alla nostra ma ubicate nell’inesplorato cosmo. Giovanni Covone, da quel giorno in cui chiese la tesi all’università, è uno degli esploratori. Insegna “Astrofisica per la vita” e Cosmologia alla Federico II di Napoli; alcuni dei suoi corsi sono accessibili anche agli studenti di filosofia (evviva l’unione dei saperi!). E un esopianeta lo ha già scoperto, insieme al suo team, nel 2019. In Altre terre, il suo primo libro, Covone ci svela le infinite storie possibili in una carriera come la sua, senza lasciare nulla di incomprensibile; è un saggio diverso dalla solita narrativa divulgativa sull’Universo e le sue leggi. Non tutti i quesiti - siamo soli nell’universo? esistono pianeti simili alla Terra? ha senso la ricerca astronomica di vita? - hanno (al momento) una risposta. Non mancano però di senso, alla luce delle scoperte finora realizzate e delle promesse sul futuro di una conoscenza sempre più ampia. Nel testo, qua e là, anche i disegni dell’autore, minimal e istantanei nell’illustrare le teorie e i concetti più difficili.