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Amarsi

Amarsi

È frustrante essere arrivata a ventitré anni senza avere ancora individuato il proprio talento e senza amore. Fino a quel momento le era sembrato di essere innamorata, ma in verità aveva solo finto e mentito. Se ne era resa conto - neanche troppo dolorosamente ma con rabbia verso sé stessa - ora che lui l’aveva lasciata dopo due anni di relazione extraconiugale adducendo a motivo una responsabilità di comodo verso la famiglia. Quella settimana Percy aveva anche deciso di dimettersi e adesso era senza lavoro. Era il periodo ideale per una vacanza! Ma una vacanza dove? Aveva puntato tutto su un viaggio a Los Angeles con lui e mai avrebbe immaginato di ritrovarsi presto single. Neanche pensare poi di andare a trovare i suoi genitori, troppo presi dalla loro vita per dedicarsi a una figlia di cui non si erano mai occupati e che in modo sufficientemente chiaro avevano lasciato intendere di non volere tra i piedi. Entrambi avevano dimostrato di non avere alcun interesse per il ruolo di genitori, tanto che Percy era stata cresciuta dai nonni materni fino ai dodici anni e poi era stata spedita in Inghilterra, dove era arrivata con l’entusiasmo di chi sa di non essere benvoluto da nessuno, anzi di essere sostanzialmente di intralcio...

Il principale difetto di questo romanzo è quello di essere lungo senza motivo. Non c’è attesa prima degli avvenimenti importanti, che sono spesso prevedibili e rendono pertanto abbastanza noiosa la storia. Riconosciamo il sottofondo malinconico che già avevamo trovato in Quel tipo di ragazza (romanzo scritto nel 1972 e pubblicato in edizione italiana sempre da Fazi Editore nel 2022), sottofondo però qui talvolta mescolato a frasi dal sapore melenso e un po’ banale che tolgono interesse al testo. Composto da Elizabeth Jane Howard (1923-2014) nel 2008, Amarsi è un romanzo dal gusto amarognolo, costruito sul gioco delle emozioni, sul come ci si rapporta con l’altro e soprattutto sul sacrificio di sé per l’altro. Ci insegna la bellezza e la ricchezza dell’amare inteso come volere profondamente bene a una persona, indipendentemente dal fatto che questa sia il partner, una sorella o una zia. A differenza di quello che potrebbe far pensare il titolo, non c’è erotismo né amore romantico, ma amore puro per la o le persone a cui si vuole bene e per le quali si è disposti a sacrificare la propria vita. E l’importanza di questo amore puro risalta nella sofferenza di chi non ne può godere.