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Americana

Americana

Mark Twain fu editore, pilota e giornalista, ma soprattutto romanziere. Interpretò al meglio l’arroganza e la volgarità dell'Ovest, temi centralissimi in tutti i suoi libri più noti, da Vita nel Mississippi a Tom Sawyer passando per il suo capolavoro Le avventure di Huckleberry Finn... John Steinbeck con il suo The Grapes of Wrath tesse l’epos delle migrazioni dei mezzadri dell’Oklahoma, basandosi su tre inchieste giornalistiche; malgrado sia poi entrato nella storia della letteratura americana, non incontrò subito un facile successo... Ernest Hemingway, celeberrimo narratore e Nobel per la Letteratura nel 1954, è stato autore di opere come Addio alle armi e Il vecchio e il mare, ma molti pareri sul suo magistero non sono sempre stati giusti: larga parte della critica gli​ rimproverava l’eccessivo amore per la caccia che traspariva dai suoi scritti, altri lo confinarono fra gli autori minimalisti trascurando i lavori più sperimentali... Francis Scott Fitzgerald morì a soli 44 anni quando stava rivedendo il sesto capitolo di The Last Tycoon, romanzo poi pubblicato postumo e incompleto, eppure in maniera incomprensibile ​taluni lo considerano una delle sue prove più mature. Una vita breve la sua, illuminata dagli eccessi e dal talento, con opere che hanno fatto la storia e qualche incursione nell’industria del cinema, affamata di suoi bei racconti poi trasposti in maniera indegna... William Faulkner è noto principalmente per Palme selvagge, contenente due testi distinti e difficili da considerare un tutt’uno. Faulkner, come molti grandi della letteratura nordamericana, fu tacciato di antifemminismo... J.D. Salinger è ancora oggi autore di culto, ma in vita non sempre ebbe i riconoscimenti meritati: l’intellighenzia lo snobbava, e pareri negativi furono espressi anche da John Updike e Mary McCarthy... Gli autori della beat generation diedero vita a un movimento non solo letterario ma di rivendicazione sociale, una generazione di vagabondi bohémien attratti dal misticismo orientaleggiante e da una scrittura naturale, che rompeva con l’erudizione dei predecessori... Ezra Pound fu un poeta sublime, ostracizzato in certi ambienti per le sue idee politiche discutibili, ma da ambizioso ammiratore di Dante si dedicò a un immenso poema epico, I Cantos, che ricalcava temi e stilemi danteschi, in un movimento vorticoso e senza la presenza di una vera trama...

Piero Sanavio è un prolifico saggista nativo di Padova ma che ha svolto larga parte della sua attività all’estero, prima studiando ad Harvard e poi incontrando svariate volte uno dei suoi autori di riferimento, il poeta Ezra Pound. Sanavio ha poi insegnato e tenuto conferenze in America e in Italia, in particolare sempre Harvard, Yale e la Orientale di Napoli. Non solo saggi e ruoli accademici di primo piano, però: l’autore ha collaborato con giornali, ha scritto romanzi e testi teatrali apprezzati e ha svolto attività diplomatica per conto dell’ONU. Questa raccolta di saggi ed estratti di conferenze è curata da Mila Corvino e in ventisette contributi di più o meno ampio respiro si tenta di fare una summa del suo percorso di studi che durano da cinquant’anni a questa parte. L’argomento privilegiato è ovviamente la letteratura statunitense, passando per autori considerati ormai classici e canonici come, oltre a quelli citati precedentemente, Charles Bukowski, Henry Miller, la Nobel Toni Morrison, Herman Melville e John Cheever. Non solo poeti e prosatori, però, perché nella sua pluridecennale attività di ricerca Sanavio si è occupato anche di cultura americana a tutto tondo, e in questa rassegna si sofferma sulla pittrice Georgia Totto O’Keeffe e sugli scultori Alexander Calder e Louise Nevelson. Insomma, un affresco sulla cultura degli Stati Uniti, un Paese giovane ma che tanto ha prodotto. Se ci si imbatte in Americana si deve tener presente che si tratta di una raccolta di saggi rivolti agli specialisti del settore, e che non è libro da prendere alla leggera. Lo dimostrano le pagine e pagine di note che appesantiscono notevolmente la lettura, che potevano essere ridimensionate per puntare a un pubblico non di soli critici letterari.