Salta al contenuto principale

Amnesia Moon

amnesiamoon

Caos vive da solo in un cinema abbandonato, passa le sue giornate nell’indolenza, impegnato solo a non addormentarsi per non entrare a contatto con il mondo onirico di Kellogg, il Sognatore della zona. Kellogg - oltre ad essere un Sognatore - è anche il boss di Little America, una comunità nata dopo il disastro, di cui gestisce l’approvvigionamento. Dopo una lite tra i due, Caos decide di fuggire da Little America e dal controllo di Kellogg, ruba una macchina e si porta dietro anche Melinda, una ragazza affetta da una strana malattia che le ricopre il corpo di lunghi peli. Caos e Melinda iniziano così un viaggio nel Paese, attraversando luoghi diversi, dove ogni aspetto della realtà si modifica, passando da deserti a luoghi immersi nel verde a città degradate. Anche i nomi cambiano a seconda dei luoghi: Caos diventa Moon, poi Everett, poi torna a essere Caos; la sua identità vacilla, mentre riceve visioni su una donna misteriosa, Gwen, e su un’altra vita con lei in una casa sul lago, visioni che potrebbero essere ricordi dal passato o premonizioni dal futuro. In un mondo devastato da una strana apocalisse di cui nessuno ha memoria, Caos viaggia tra realtà e allucinazioni per ricordarsi chi è, o almeno per sognare un nuovo futuro per sé e le persone a cui vuole bene…

Amnesia Moon è un libro difficile da classificare: on the road per il modello letterario, post-apocalittico come ambientazione, minimalista nella scrittura, surreale nel flusso degli eventi. Realtà e sogno si alternano, con personaggi che cambiano nome e aspetto fisico a seconda degli ambienti in cui si muovono. A volte in controluce sembra di scorgere un significato logico, un collegamento tra la realtà e la finzione narrativa; tale suggestione rimane però sempre molto labile. Chi volesse applicare uno sguardo critico troverebbe sicuramente riferimenti ai temi tipici della società americana: l’ossessione per la guerra, la tendenza a spostarsi in cerca di lavoro, la spinta comunitaria e avanguardistica di alcune città, che spiccano rispetto all’insieme degli Stati e creano quasi nazioni a sé. Ma sembra che in generale all’autore non interessi spiegare una teoria o esprimere un’opinione su qualcosa. Il fulcro di Amnesia Moon pare essere il generale senso di allucinazione, con lo scopo di esprimere su carta l’essenza di vagare tra le realtà come in un sogno. Il libro di Lethem è un romanzo che provoca un senso di spaesamento, come viaggiare tra i quadri di Dalì: meravigliati per quello che si vede, ma senza la minima idea di cosa stia succedendo né di dove ci porterà il cammino.