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Per amore

Per amore

L’amore tra Ramos e Vituca nasce un giorno di qualche anno fa a Birmingham. Lui, ballerino e coreografo brasiliano, carismatico oltre misura, si trova lì con i suoi allievi per portare in scena le danze tipiche della sua cultura; lei, giovane documentarista di origini italiane ma residente in Francia, sbarca in Inghilterra per raccogliere il materiale necessario ad una produzione commissionatale da TV 5 Le Monde. Sono diversi, Ramos e Vituca, eppure la passione che li unisce sin dal principio è dirompente. Nonostante i rispettivi lavori li conducano spesso in Paesi stranieri e li costringano a lunghi periodi di lontananza, ciò che li unisce sembra resistere, almeno all’inizio, alle difficoltà contingenti. Negli anni, però, le distanze tra loro diventano sempre più difficili da colmare: Vituca comincia a percepire il Brasile in cui vivono, e soprattutto Pedra Forte, la favela in cui Ramos è nato e cresciuto, come un posto ostile, in cui il senso di esclusione è totale; Ramos, così visceralmente legato alla sua terra non può fare a meno invece di continuare a difendere la propria identità e il proprio passato. La vita li allontana in un senso di ineluttabile impotenza che costringe le loro esistenze a prendere direzioni opposte. Ramos cambia, è spesso collerico e impaziente, quasi impossessato da un demone che Vituca fatica ad arginare e a comprendere. Fino al giorno in cui arriva, come una dolorosa premonizione, la lunga mano di un fato cattivo che svelerà segreti inimmaginabili…

Lisa Ginzburg, traduttrice, biografa, scrittrice e documentarista torna al romanzo con un’urgenza che si percepisce sin dalle prime righe, e lo fa per raccontare la storia di un amore ma soprattutto il percorso tutto in salita di due esseri umani e delle loro solitudini. L’amore che Vituca prova per Ramos è “una strada irta di ostacoli ma così larga e chiara“ da essere indubitabile, eppure non basta. Non basta a ricomporre in unità le loro differenze, né a ricongiungere i mondi diversi dai quali provengono, neppure a curare le ferite o a segnare un nuovo inizio. Il Brasile diventa in breve tempo il luogo che divide, un labirinto di ombre in cui Ramos sprofonda giorno dopo giorno, gravato dalle responsabilità familiari e professionali, assediato nel suo ruolo di capo clan, imprigionato in un’inquietudine costante e perennemente in fuga da se stesso, dall’Europa, da un destino che “lo voleva con prepotenza” ma altrove. Il lettore rimane stregato, ammaliato, catturato anch’esso da quella struggente saudade che coglie i protagonisti e li incatena. La scrittura della Ginzburg è potente, dirompente, passionale, dolorosa, segue un percorso necessario per fare ordine e rendere giustizia. Non era impresa facile vincere la sfida dell’ennesima storia d’amore da raccontare ma questo libro, fidatevi, è molto di più. È un atto di onestà, un memoriale necessario per rendere omaggio ad un uomo fragile, sconnesso dal mondo ma così infinitamente amato che resterà impresso per sempre nella nostra memoria.