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Amore e altri sintomi

Amore e altri sintomi

Virginia è in ospedale e osserva la concitazione che coinvolge medici e infermieri che hanno a che fare con la morte. C’è tanto da fare per una persona che sta morendo: medicine a ogni ora, cambio flebo, lavaggio del paziente. Ogni azione compiuta dagli operatori sanitari sembra volta a tenere la morte il più possibile lontano, anche quando non ci sono più speranze. Come per suo papà, che è in coma da due giorni, ma per il quale non riesce a essere troppo in pena. Proprio nel momento in cui sulla bocca del padre sembra essersi formato un sorriso, sua madre rientra dalla consueta gita al bar dell’ospedale, lamentandosi del caos dell’ora della colazione. Chiede del medico, che come al solito non è ancora passato e Virginia si sofferma a osservare la sua forza d’animo nel continuare a compiere quei gesti rituali (fare colazione, appoggiare la giacca all’attaccapanni, sistemare la borsa, ripiegare la coperta) nonostante la depressione che le hanno diagnosticato quando aveva cinquantasei anni. L’arrivo del medico porta notizie poco belle: parla di cedimento multiorgano e dice che è solo questione di tempo, ma che loro faranno tutto il possibile per evitare sofferenze. Le due donne si sistemano al capezzale, non resta che attendere: ore, forse giorni. Intanto aspettano anche che Esther, l’altra figlia (la prediletta), le raggiunga. Virginia spera che faccia in fretta perché deve tornare a casa a prepararsi per un appuntamento: da qualche mese si porta a letto uomini che sceglie nel bar in cui lavora, mentendo loro dicendo che prende la pillola e cercando di rimanere incinta...

Una traduzione del titolo che forse non fa onore a questo libro, in quanto ci ricorda le più classiche delle commedie romantiche hollywoodiane (il titolo originale è Dicen los síntomas), ma che nasconde una riflessione profonda sulla malattia, sul perdono e sì, anche sull’amore. Virginia, la protagonista, sta perdendo il padre, ricoverato in ospedale in un coma irreversibile e come a ogni capolinea deve fare i conti con il passato e con l’uomo che è stato. Si reca tutti i giorni da lui, nonostante non fossero in buoni rapporti, alternandosi alla madre, anch’essa anziana e con molti malesseri, e alla sorella Esther, tipica donna super impegnata che regala solo briciole di tempo agli altri. La degenza in ospedale del padre permette a Virginia di riflettere molto sui suoi legami familiari, ma anche di conoscere l’uomo che abita il letto accanto, col quale si perde in interessanti conversazioni, fino a diventare il suo principale motivo di visita in ospedale. All’esterno della clinica Virginia continua a cercare un uomo sano e bello con cui poter procreare, a sua insaputa. Ma Virginia è anche ossessionata dalle malattie. Non è ipocondriaca, è semplicemente interessata alle patologie, perché trova che siano “più sinceri i sintomi che le opinioni di coloro che li abitano”. La protagonista trova nella malattia la bellezza della decadenza, il sentimento del tragico della caducità corporea. Vincitore del Premio Tusquets nel 2020 e del Premio della Critica 2021, Amore e altri sintomi è un libro divertente ma profondo e Bárbara Blasco ha il merito di aver creato personaggi ironici e veri, che ci portano nella quotidianità della degenza e della sofferenza, ma sempre con quella leggerezza di fondo che rende la lettura piacevole.