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Anastasia padrona di casa

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Fuori nevica e Anastasia spera proprio che il giorno dopo non si vada a scuola. Nel frattempo, mentre chiede cosa ci sia per cena, si accorge che sua madre, la signora Krupnik, ha un’aria corrucciata e le labbra verdi, macchiate dal pennarello. È stata tutto il pomeriggio a lavorare alle sue illustrazioni nello studio e ha dimenticato di togliere la carne dal freezer. Non è la prima volta che si dimentica di scongelare la cena o di fare il bucato, insomma dei lavori domestici, ma Anastasia la rassicura. Quella sera ci avrebbero pensato lei e suo padre alla cena, sarebbero andati a prendere la pizza. Mentre la famiglia è riunita davanti al camino, con le loro pizze filanti e una sinfonia di Beethoven in sottofondo, il signore e la signora Krupnik, la tredicenne Anastasia e il piccolo Sam iniziano a confidarsi i loro problemi. Se quello di Sam è che non ci siano troppi funghi sulla sua pizza e quello di Anastasia risale alla lezione di inglese, quando Steve, il suo compagno di classe, l’ha presa in giro affibbiandole l’ennesimo soprannome, alla fine il signor Krupnik esorta la moglie a confidare quale sia il suo. Katherine spiega che è proprio quello di non riuscire a coordinarsi tra lavoro, Sam e lavori domestici, così Anastasia e suo padre, per risolvere il problema di Katherine, decidono di stilare una “lista non sessista” di cose da fare. Tuttavia, la lista non si dimostra efficace per via degli imprevisti che ritardano la tabella di marcia giornaliera. Ad ogni modo, lo riscontrano da soli quando la signora Krupnik deve partire per Los Angeles, dove è richiesta come consulente per la trasposizione cinematografica di un libro che ha illustrato. Per dieci giorni, la responsabilità della casa è di Anastasia…

Quinto capitolo della serie dedicata alla giovane protagonista, Anastasia padrona di casa vede l’adolescente alle prese con le mansioni domestiche e gli imprevisti nonostante la tabella di marcia ideata con il padre. Quando sua madre parte per Los Angeles, Anastasia crede di essere perfettamente in grado di gestire la casa, eppure alcuni inconvenienti la mettono a dura prova, spingendola a variare di volta in volta la tabella di marcia di casa Krupnik: la varicella di Sam che le impedisce di andare a scuola, il bucato, l’aspirapolvere, il disordine di suo padre, i piatti da lavare che presto vengono abbandonati nel lavello e sostituiti da piatti di carta e poi l’appuntamento al cinema con Steve che sembra non poter accettare quando suo padre le confida di essere stato contattato dalla sua vecchia fiamma, che si è autoinvitata a casa proprio il giorno dell’appuntamento di Anastasia. Il padre ha bisogno di lei come testimone della cena, così Anastasia, che non vuole rinunciare al suo primo appuntamento, decide di invitare anche Steve a cena. Per Anastasia deve essere tutto perfetto e romantico, perché è così che ha sempre sognato il suo primo appuntamento, magari con un ragazzo elegante, garbato e gentile come Richard Gere in Pretty woman. Da un articolo, “Organizzare una serata romantica”, Anastasia trae i consigli per l’organizzazione, a partire dal colore della serata, al menu francese, al vestito che sceglie nell’armadio di sua madre. Ma quando arriva il momento della tanto attesa serata, Anastasia, delusa e amareggiata, si rende conto che Steve non è il suo Richard Gere e suo padre ritrova una Annie completamente diversa da quella che aveva lasciato – il che conforterà sua moglie che non dovrà essere più gelosa dell’ammirazione del marito per il quadro della pittrice che avevano in salotto e che il signor Krupnik ha finalmente tolto dopo quella terribile serata. Anastasia, sfinita, con la casa in disordine e il padre contagiato dalla varicella di Sam, decide di chiamare la madre e confessarle tutto. La signora Krupnik, felice di essere tornata prima da Los Angeles, in sole tre ore, con l’aiuto di Anastasia, mette ogni cosa al proprio posto. Non c’è bisogno di tabelle di marcia quando c’è il gioco di squadra.