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Anche le pulci prendono la tosse

Febbraio 2020, Adeago (BG). Salvatore “Sasà” Invernizzi è un piccolo imprenditore che vende sesso nel suo bordello travestito da ristorante. Beatrice Boschi “Bocca di Rosa”, infermiera del Pronto Soccorso sexy e cinica, è sposata con Carlo, noioso medico di base, e va a letto con Sasà. Ha anche una figlia, Giulia, allieva della professoressa Casiraghi, da sempre invisibile e scialba, la secchiona bruttina e silenziosa con la passione per il Manzoni. Oggi Regina non è cambiata, e in più è anche frustrata dall’insegnamento, dai suoi allievi svogliati e dai colloqui con “genitori arroganti di figli ignoranti o genitori ignoranti di figli arroganti”, oltre a subire i tradimenti noti del marito perché “poverino” è un imprenditore con già troppi grattacapi che ha bisogno di scaricarsi. Regina è la cognata di Raymond Casiraghi, poliziotto in odore di pensione, “un mezzo rottame coi capelli diradati, la pancetta e le maniglie dell’amore, solo come un cane” che non ha mai avuto una donna se non pagando, un grasso fannullone sfiduciato e “vestito da cani” che fa di tutto per defilarsi da ogni incarico, e si trascina in avanti, preferendo giocare alle slot. Vive col padre, un vecchio demente non autosufficiente e cattivo che anche nei momenti di lucidità non smette di sminuirlo e chiamarlo “coglionazzo” facendogli notare la differenza col suo perfetto fratello. Le loro storie si intrecciano mentre inizia a parlarsi di Coronavirus, e tutti entreranno in contatto con questa temibile novità, ognuno a suo modo e con la propria “ernia dell’anima”…

Dedicandolo a chi ha sofferto, anche economicamente, e al personale sanitario, Roberto Costantini devolverà interamente i diritti d’autore di Anche le pulci prendono la tosse a favore della campagna “Un aiuto contro il coronavirus”. Un romanzo sul cambiamento, sulla sofferenza, sul dolore che abbiamo vissuto in questi mesi difficili. L’autore stesso scrive che “Questa storia è arrivata tutta insieme, nello spazio tra il tg della sera e la notte”, e lo si percepisce, si intuisce l’urgenza della stesura, gli eventi che si srotolano tra cinismo, razzismo, tradimenti, sottomissione, cattiveria. L’ironia è amara e, nello stile di Costantini, l’animo è pieno di ombre: ci sono i cattivi e i delinquenti senza scrupoli e ci sono i perdenti e gli inetti che galleggiano in un’esistenza vuota. Il romanzo racconta con macabro umorismo come tutto sia cambiato, improvvisamente e drasticamente: da un momento all’altro niente è stato più come prima, la stessa vita non è stata più quella cui eravamo abituati. Sembrerebbe quasi un romanzo di fantascienza per quanto suona inverosimile e drammatico, se non avessimo davvero vissuto gli eventi descritti. La zona rossa che si allarga e le misure di sicurezza che si inaspriscono, le mascherine che vanno a ruba anche senza che sia ancora ben chiaro il corretto utilizzo. Solo una frase risuona nella testa del lettore: “Siamo nati in un mondo che nutriva i corpi e uccideva le anime. Moriamo in un mondo che uccide i corpi ma forse rinascono le anime”. Sarà vero? Ci saranno riscatto e perdono?