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Andata e ritorno senza biglietto

Andata e ritorno senza biglietto

Paolo de Lucia ha trent’anni, ma è come se si fosse fermato a ventotto. Da due anni esce solo quando piove, per passare inosservato, non lavora e si limita a sopravvivere. È come se il suo cuore avesse smesso di battere all’unisono con quello della sua ex fidanzata, Francesca, quando lei è morta in un incidente stradale, due anni prima. Francesca che, in un punto di morte, aveva confessato ai soccorritori di essere ancora innamorata di lui. Da quel giorno la vita di Paolo si è fatta sempre più oscura, fino a non vedere altro rimedio possibile al di fuori del suicidio. Ma come se qualcuno da lassù lo stia proteggendo, il suo tentativo di farla finita va a monte, procurandogli soltanto una storta alla caviglia che lo porterà a conoscere Claudia, un’infermiera che cambierà la sua vita per sempre. Anche se si sente costantemente solo e incompreso, Paolo può contare sull’affetto e gli allegri sfottò dei suoi coinquilini e migliori amici, Piero e Fulvio, che cercano a più riprese di spingerlo a vivere. Ma non è semplice per uno che tutti i giorni prega davanti alla foto della sua ex, impedendo a chicchessia di riporla in una scatola. Dopo due anni sott’acqua, Paolo torna lentamente a vivere grazie a Claudia, toccando il fondo e risalendo più e più volte, in un moto oscillatorio che lo renderà sempre più consapevole di ciò che vuole davvero…

Questo romanzo mostra alcuni punti critici, in primis la scarsa sincerità che si legge in trasparenza nella trama. È indubbio che l’autore non volesse rivelare troppo sulle vicende di Paolo, ma è anche vero che un lettore dovrebbe essere preparato a ciò che legge; in questo caso, un romanzo a forti tinte erotiche con carenze contenutistiche, stilistiche e sintattiche. La scrittura appare acerba e le numerose scene di sesso risultano spesso scritte in maniera piuttosto rozza. Si ha, inoltre, la netta impressione che il manoscritto non sia stato riletto né editato, a causa degli errori grossolani presenti nella punteggiatura, dei refusi o della presenza copiosa di regionalismi, che abbassano ulteriormente il registro. Il protagonista, poi, è a dir poco insopportabile e, nonostante la vicenda della morte dell’ex fidanzata sarebbe stata bella da approfondire, in realtà si trasforma in una scusa per far comportare Paolo in modo insensato, crudele e bipolare, facile a passare dalla depressione all’euforia. In sostanza, la trama appare poco solida, lo stile lineare ma piatto e i personaggi non molto credibili. Il protagonista, in particolare, si evolve, certo, ma è come se avesse un’epifania e diventasse buono nel giro delle ultime 15 pagine dopo aver dato il peggio di sé per il resto della storia. Probabilmente, un editing più approfondito avrebbe reso la lettura più piacevole.