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Anna come sono tante

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Roma. Autobus linea 70. Sono passati più di vent’anni da quando si sono visti l’ultima volta, e di certo Anna non poteva immaginare di incontrare Leonardo su quell’autobus, preso per pura casualità a causa di un guasto al suo motorino. Lei ha esitato a salutarlo, perché da lui non ha ricevuto nemmeno un cenno. Lui scende e viene inghiottito dalla città, lei ci rimane male. Non è nemmeno truccata, chissà cosa avrà pensato. Ma d’altra parte, Anna non si trucca quasi mai. È un’insegnante, madre di due bambini ed è divorziata. Il trucco non è la sua priorità la mattina quando deve andare al lavoro. La vista di Leonardo la turba e iniziano a riaffiorare i ricordi del liceo e della loro amicizia. Lui, amante della storia e della filosofia, le ha trasmesso l’amore per il sapere; lei ripensa ai loro incontri in piazza Vittorio, alle discussioni sui loro pensatori medievali preferiti, alla sua militanza nella destra, a quell’unico bacio, alle canzoni che contenevano tutte le promesse di due giovani pieni di ideali. Mentre il pensiero di Leonardo e del loro passato continua a rimanere latente e pungente, la vita di Anna prosegue nella monotonia di una routine classica: figli, lavoro, cene surgelate e la chiacchiere con l’amica Adriana, donna pragmatica e schietta. È lei che prima le suggerisce di tornare su quel bus allo stesso orario e percorrere il tragitto da capolinea e capolinea, e poi di iscriversi a Facebook per cercarlo; e infatti lei lo trova e scopre che si è trasferito a Milano. La routine di Anna si spezza una domenica mattina di primavera, quando è al parco con i figli e con Adriana, e avviene l’incontro con Emanuele…

Annalisa Terranova, giornalista e scrittrice, è conosciuta per i suoi libri che raccontano la destra femminile italiana, soprattutto quella degli anni Settanta. Dopo Vittoria. Una storia degli anni Settanta, pubblicato nel 2014, torna in questo romanzo con un’altra protagonista femminile, Anna, donna divorziata, dedita ai figli e al suo lavoro. Nella figura del personaggio principale si rintracciano molti aspetti che l’accomunano all’autrice, come la posizione politica, l’amore per la filosofa Ildegarda di Bingen (Terranova ha scritto anche un saggio sulla teologia neoplatonica di questa figura) l’adolescenza vissuta negli anni ‘70. Un libro in parte autobiografico, dunque, che ci dona uno spaccato unico di una storia come tante altre, se vogliamo quasi banale. Anna come sono tante, titolo omaggio alla canzone di Dalla, che compare nel romanzo tra i mesti e dolci ricordi di gioventù di Anna, è la storia di una donna che cerca di fuggire alla monotonia e allo stereotipo di quarantenne divorziata rifugiandosi nella filosofia e nella memoria di un’amore-amicizia che non hai mai dimenticato: Leonardo è stato per lei stimolo, dibattito, confronto, quello che non riesce ad avere con Emanuele. Per questo, quando Leonardo ripiomba nella sua vita per caso, si trova a rivangare le emozioni della gioventù, le letture che l’hanno spinta e avvicinata alla destra neofascista, le canzoni che l’hanno accompagnata nell’adolescenza. La semplicità della storia coinvolge e scalda, la prosa della Terranova è lineare e precisa e mentre Anna si perde nei suoi ricordi, chi legge resta ben ancorato alle vicende raccontate e non smarrisce mai il filo della narrazione, curioso di scoprire se la vita della quarantenne Anna avrà quel cambiamento che la farà uscire dalla bolla di apatia emotiva e intellettiva in cui è bloccata.