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Anna dai capelli rossi

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Quando Anna scorge per la prima volta la casa dai tetti verdi, imbiancata a calce e circondata da meli in fiore, non riesce a trattenere l’emozione, è estasiata da quell’ambiente rurale. Una casa - pensa - una casa tutta sua, finalmente: non ne ha avuta mai realmente una finora. Anna è un’orfanella, ha trascorso l’infanzia tra una famiglia e l’altra, senza avere avuto la fortuna di trovare una sistemazione definitiva o qualcuno che le volesse bene sul serio. È tutta pelle e ossa con il viso quasi emaciato, ma al suo fragile aspetto esteriore si contrappone invece un carattere forte e determinato, una notevole parlantina e soprattutto una propensione a guardare il mondo attraverso le lenti della fantasia: un lago lungo e stretto si trasforma nel Lago dalle Acque Lucenti, mentre un viale di meli in fiore diventa La bianca strada delle delizie. Il giorno in cui giunge alla fattoria di Tetti Verdi, dopo un viaggio in calesse, e prima ancora un viaggio in treno, non sa ancora di trovarsi lì solo per un equivoco. Non è lei che i fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew, stanno aspettando; avevano infatti chiesto all’orfanotrofio di prendere in adozione un maschio, in modo da avere un aiuto nei campi. Ora invece, al posto di un ragazzino, c’è lei, Anna, con le trecce rosse, il viso punteggiato da lentiggini e l’anonimo vestito di flanella grigio che le copre a malapena le ginocchia. Ormai è lì. Ed i fratelli Cuthbert decidono di tenerla, nonostante tutto. Quella decisione cambierà completamente la vita di Marilla, di Matthew, della comunità di Avonlea e di Anna stessa…

Si tratta del primo capitolo della serie di Anna dai capelli rossi, il cui titolo originale in inglese è Anne of Green Gables (Anna di Tetti Verdi) di rimando al colore dei tetti della fattoria in cui Anna finalmente trova la sua sistemazione. Il romanzo è ambientato nel Canada degli inizi del 1900, nell’Isola di Principe Edoardo, sulla costa est, presso una comunità di agricoltori. È considerato un classico della letteratura per ragazzi e noto al grande pubblico per le trasposizioni televisive, prima fra tutte l’anime giapponese Anna dai capelli rossi del 1979. Il giorno in cui arriva alla stazione di Riochiaro, con solo una borsa di tela, l’orfana dai capelli rossi si presenta così al capostazione: “La ringrazio, lei è molto gentile,” […] “ma preferisco rimanere all’aperto: c’è più spazio per l’immaginazione”. La bambina ha avuto un’infanzia sfortunata, la sua forte creatività e la fantasia sono le armi con cui si è difesa per tutta la vita dalla realtà circostante. Eppure, il romanzo non può dirsi pregnato di tristezza, tutt’altro. La storia scritta da Lucy Maud Montgomery è una storia di riscatto sociale, di una bambina che piano piano, con la sua intelligenza, il suo impegno, la sua creatività e l’allegria riesce ad integrarsi e a farsi amare da chi ruota attorno a lei: prima di tutto dal taciturno Matthew e dalla scontrosa Marilla, ma anche dalla altezzosa Rachel, dai vicini della fattoria di Tetti Verdi, i signori Barry, dalle compagne di scuola del paese di Avonlea. Anna è capace di amare alla follia, come nel caso di Diana Barry, la sua vicina di casa, o chiudere per sempre le porte a chi la prende in giro per il suo aspetto fisico. Riuscirà a perdonare Gilbert per averla canzonata “Pel di Carota”?