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Anne Frank - La mia vita

Anne Frank - La mia vita

Nel 1933 Hitler sale al potere e la famiglia Frank è costretta a rompere i propri legami con Francoforte, città con cui ha condiviso la vita per numerose generazioni, fin dal sedicesimo secolo. Otto, con l’aiuto del cognato Erich, apre una filiale della ditta tedesca Opekta ad Amsterdam, città con cui ha già avuto rapporti commerciali in passato e nella quale può contare su alcuni amici. Nello stesso periodo, sua madre, la nonna di Anna e Margot, si trasferisce a Basilea e i suoi due fratelli, gli zii di Anna, rispettivamente a Londra e Parigi. Anne ha soli quattro anni quando la famiglia è dispersa. Raggiunge il babbo ad Amsterdam insieme alla mamma e alla sorella Margot, come molti altri ebrei tedeschi in fuga dalle persecuzioni messe in atto dal Terzo Reich nei loro confronti. Con la sorella frequenta un asilo montessoriano e ugualmente ispirata ai principi montessoriani è la scuola pubblica dove resterà fino all’autunno del 1941 quando, a causa dell’introduzione delle leggi razziali, sarà costretta a frequentare la scuola ebraica appena fondata in città. Anne e Margot sono ben integrate sia nella scuola che nel quartiere e hanno una cara amica, Hanneli, fuggita da Berlino con i genitori. Hanneli, che appare nella primissima edizione del Diario con il nome di Lies Goose, narra di una Anne spesso allegra e capace di trasmettere a chi la circonda il buonumore, come quando fa ridere gli altri bambini disarticolando le spalle e producendo così buffi movimenti. L’idillio dei Frank con l’Olanda viene interrotto nel maggio 1940, quando i nazisti occupano i Paesi Bassi. Anne ha quasi undici anni. Ne trascorreranno poco più di due ancora e poi la porta dell’alloggio segreto si chiuderà alle sue spalle. Da quel punto in poi la sua storia è nota in tutto il mondo…

Anne Frank. La mia vita è una nuova, interessante biografia, approvata dalla Fondazione di Basilea che porta il suo nome. L’autrice del libro, Mirjam Pressler, molto nota in Germania e non solo, così introduce questa sua impresa: “Una biografia dovrebbe sempre riportare alla luce i lati nascosti. E più famosa è la persona di cui si parla, maggiore è l’importanza dei dettagli, del dato umano, individuale”. La Pressler intende dunque andare oltre l’icona che Anne e il suo diario sono diventati negli anni per narrare il vissuto quotidiano di una ragazzina che si apre alla vita, la sua vitalità, le sue speranze, le sue disillusioni e perfino la sua rabbia, nonostante il periodo tragico e crudele della storia europea in cui si trova a vivere. Ogni capitolo è introdotto e arricchito dalle illustrazioni di Sualzo, che ben rendono l’atmosfera dell’epoca e i caratteri dei protagonisti. Il libro può senz’altro essere considerato uno strumento utile, approfondito e prezioso per affrontare con i più giovani, e non solo, la tragedia dell’antisemitismo e i suoi esiti crudeli nel periodo più triste e tragico del secolo scorso, quello in cui il terrore nazista dilagò in Europa. Nelle ultime pagine una cronologia e una bibliografia essenziali offrono ulteriori conoscenze e spunti di riflessione, utili anche per il presente.