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Antologia personale

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Il brutto tempo avanza inesorabile e anche sull’albergo degli angeli sta per scatenarsi un terribile temporale. È il luogo dove gli amici del poeta si ritrovano per andare al piccolo teatro, la recitazione è la loro passione più intensa, nessuno ha esitazioni, l’amore per la finzione scenica regna sovrano sopra ogni pensiero, su ogni persona; anche Giampiero Neri è affascinato dalla rappresentazione. Prima di entrare nell’albergo degli angeli si guarda attorno, c’è poca luce ma è sufficiente per rendersi conto che non è mutato quasi niente; il mulino affonda ancora le sue pale nell’acqua verde, uno spettacolo emozionante. Poi emerge la necessità di abbandonarsi alla riflessione: si deve essere pronti a ogni evenienza, perché purtroppo i buoni propositi non sempre sortiscono buoni effetti. Anche all’albergo degli angeli il clima è disteso e positivo, ma all’orizzonte ormai è prossimo il terribile temporale… Ernout-Meillet sostiene che, in base ai suoi studi etimologici, il nome dell’asino deriva dal sumero anŝu. È un animale che lavora in modo ripetitivo e meccanico, ha scarse capacità intellettive, è più piccolo del cavallo ma in compenso è assai robusto, specialmente la testa è particolarmente massiccia. Viene citato fin dai testi omerici, infatti è presente nell’undicesimo capitolo dell’Iliade, dove un asino entra in un campo per mangiare il raccolto e continua imperterrito nel suo intento anche se viene picchiato da alcuni ragazzi. Se ne va solo nel momento in cui si sente sazio. Quando cammina, l’asino si pone sempre al margine della strada e nella sua alimentazione si accontenta di cibi modesti. La sua maggiore abilità è nel morso, se si attacca a una vittima stringe con una tale energia che è veramente difficile liberarsi. Un missionario al ritorno dall’Africa venne morso da un asino, in modo inaspettato e senza una valida ragione come sempre accade a chi incorre nelle ire di questo animale, e a distanza di anni portava ancora il segno di quell’aggressione… In una macchia di rovere e querce la vegetazione si fa sempre più fitta andando verso l’interno: è l’immagine evocativa di un bosco mediterraneo immortalata nel dipinto “Il sogno del guerriero”. In primo piano appare un elmo spagnolo. Oltre al riposo è il luogo adatto per la ciaccia, perché è l’habitat naturale della beccaccia interessata a inoltrarsi là dove i rami sono fitti, e di altri uccelli che sfilano in cielo in formazioni a V. Il cacciatore usa vari richiami. Gli concede il suo posto il falco rosso; sempre presente nella macchia mediterranea, il rapace caccia le sue prede prevalentemente durante le ore notturne…

Antologia personale racchiude un’ampia selezione di testi di Giampiero Neri, che in un volume di poco più di duecento pagine ha racchiuso il risultato maggiore di quasi mezzo secolo di poesia. La raccolta inizia con l’opera di esordio dell’autore L’aspetto occidentale del vestito, dove ancora il verseggiare si mantiene vicino ai toni della poesia tradizionale, per continuare con alcuni dei suoi primi libri citati in sequenza cronologica, dai quali si apprezza nell’arco del tempo un decisivo avvicinamento alla prosa poetica e all’interesse per una narrazione che si sviluppa attraverso brevi componimenti. In questi ultimi Neri ci racconta la natura in cui è immerso il paese natale di Erba, una delle costanti tematiche della sua poesia, citando alcuni animali che vengono innalzati a personaggi dei suoi componimenti più freschi e vivaci. Tra questi il gufo con la sua forza che si sprigiona nelle ore notturne, per poi perdere ogni esuberanza con la luce del sole. Seguono i testi dove assume rilievo il paesaggio urbano abitato da persone che colpiscono la fantasia dell’autore senza rendersene conto, illuminate dalla sua poesia capace di far assumere alla realtà quotidiana un aspetto inatteso. La routine di vita non appare certo ripetitiva e priva di significato, ne sono un esempio i componimenti in cui si cita l’istituto magistrale. Spesso emergono personaggi presenti in varie raccolte dell’autore, a iniziare dal richiamo alla memoria del professor Fumagalli, ai suoi insegnamenti, ai suoi paradossi, alla sua ambizione di letterato che lo aveva spinto addirittura a concepire un’opera dedicata al personaggio di Giuda. “Ero davvero molto affezionato al professor Fumagalli – spiega Neri in una recente intervista – ho pensato per tutta la vita a lui e a quanto mi ha insegnato. Se ne è andato improvvisamente a settant’anni, un’età oggi ritenuta prematura per morire. Andò un giorno a riposare e non si svegliò più.” Leggendo i componimenti di Giampiero Neri non sfugge come all’aspetto narrativo della prosa poetica si aggiunga quello della riflessione legata alla rivisitazione e alla comprensione dei ricordi. L’esercizio mentale e spirituale di catarsi consente di avere una completa padronanza del proprio vissuto attraverso la poesia, strumento analitico e conoscitivo. Giampiero Neri, nato a Erba in Brianza nel 1927, negli ultimi anni ha intensificato la propria opera letteraria, attraverso alcune pubblicazioni che si sono seguite a breve distanza le une dalle altre e hanno permesso all’autore di aprire un dialogo poetico con il lettore fondato sulla continuità. Di recente è stata pubblicata per le edizioni Ares la sua ultima fatica letteraria, la raccolta Un insegnante di provincia in cui torna la figura del professor Fumagalli.