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Appuntamento ignoto

Appuntamento ignoto

Non è inusuale che Adele Conti esca di notte. Lei ed Enrico, suo marito, stanno ancora insieme per modo di dire, perché è da tempo che le loro vite hanno preso strade diverse. Dunque ci sono sempre poche giustificazioni, solo informazioni scarne. Serata con amiche, non aspettarmi alzato. Adele è donna indipendente, forte, carrierista. Ha donato la vita per l’azienda e ora, alle soglie della pensione, scopre che l’azienda non può fare a meno di lei. È il suo capo a dirglielo, in un incontro privatissimo. Le spiega che non è ancora arrivato il tempo di tirare i remi in barca, che c’è ancora bisogno delle sue qualificate prestazioni. Solo che stavolta si tratta di un incarico occulto, qualcosa che difficilmente risulterà nelle carte ufficiali. Un compito delicato, per eseguire il quale sono richieste doti di perizia e affidabilità. Guarda caso proprio il profilo di Adele Conti, e nessun’altra. Passa la notte, Adele non torna. Enrico ci pensa sino all’ultimo, alla fine si decide a chiamare Elena, la loro figlia. Nessuno dei due riesce a capirci qualcosa. Hanno in mano solo omissioni e notizie contraddittorie. La preoccupazione raggiunge l’apice ed esplode nella tragedia quando il cadavere di Adele viene ritrovato nel parco. Una storia bruttissima su cui è chiamato a indagare l’ispettore Claudio Innocenti, stropicciato detective della polizia romana, e la criminologa Patrizia Valle. I due si accorgeranno ben presto che l’indagine sarà difficile e piena di ostacoli. Perché in quella vicenda sono tante le persone interessate a non far emergere la verità…

Buone le premesse, svolgimento che inizia bene ma mostra quasi subito segnali di stanca, questo Appuntamento ignoto di Fabio Rennani. Il mistero attorno alla morte violenta di Adele Conti, che sin dalle prime pagine intuiamo essere una donna che nasconde molte cose a chi la conosce e le sta accanto, è architettato con una buona dose di thrilling che induce il lettore a proseguire per conoscere i retroscena. Purtroppo la benzina si esaurisce abbastanza presto quando è ancora lunga la distanza da percorrere. Rennani si dilunga molto nel racconto di vicende secondarie relative ai protagonisti e ai comprimari che smorzano la tensione e sono di sicuro minor interesse. Insomma un sugo troppo annacquato che perde sapore, specie perché i personaggi non spiccano proprio per originalità. Il protagonista, l’investigatore Innocenti, si porta dietro parecchi cliché. Poliziotto divorziato, vita allo sfacelo, incapace di tenere in piedi una relazione e dai modi sbrigativi che danno fastidio alle alte sfere. Sembra di averlo già sentito? In effetti si, e appena un miliardo di volte. È un peccato perché la scrittura è gradevole e il lavoro sulla trama si vede tutto. Una maggiore caratterizzazione e minori digressioni avrebbero di certo giovato al romanzo, che rimane in ogni caso un onesto e artigianale thriller all’italiana.