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Archè

Archè

Winnipeg, Natale. Tom Sermon, padre inglese e madre italiana morti quasi trent’anni prima in un attentato ferroviario a Manchester, si è trasferito in Canada da qualche anno. Vive con la moglie Kathleen e la loro bionda figlia Nathalie di sei anni, è il coroner della città. Improvvisamente vanno a risiedere vicino a lui l’amico (dai tempi della Cornovaglia) Bernie Peters con Vivian Garyl, lui è il nuovo commissario del locale Police Service, lei analista virologa all’ospedale, i loro figli ormai grandi e altrove. E quasi contemporaneamente affitta il villino a fianco anche una sua parente mai vista né conosciuta, l’ottima psicologa forense Maria Giordano, figlia della sorella della madre. Bella comunità affiatata. Si sente in ottima forma ma arrivano guai professionali: scompare e poi trovano brutalmente uccisa la pittrice Taltee Brown e la nuova Ministra della Giustizia, l’onorevole Cheldie Huxley, gli toglie il caso per affidarlo alla propria stessa sorella Brigitta, medico legale. Tom decide di continuare comunque a indagare e Nathalie è di nuovo incinta. A primavera non è accaduto ancora nulla di importante, la gravidanza procede alla grande, finché un flautista viene ucciso dal medesimo killer. Entrambi i morti facevano parte di un gruppo, un circolo di tre artisti che aveva fruttato fior di soldi al misterioso fondatore. Si susseguono strani messaggi, ossi di prugna, anagrammi, attentati, false piste; anche il terzo socio, un fachiro, è minacciato e sta per arrivare in città…

Il giovane attore, ballerino e coreografo Luigi Schettini sforna un altro cupo noir, il quarto, in terza varia al passato, spesso in primo piano il malefico assassino Adam Plum, in corsivo le tre vittime. Tutti i personaggi sono assolutamente lineari nelle loro azioni. L’autore adotta una certa studiata fredda letterarietà, a partire dall’ambientazione in un bel posto mai visto, e si concede il colto filo di citazioni dei filosofi presocratici, fra Mileto ed Efeso. Talete (acqua), Anassimene (aria), Eraclito (fuoco), Anassimandro (l’eterno apéiron, l’ordine del tempo) cercavano l’elemento primordiale, l’origine delle cose, il principio e la fine di tutto, l’Archè del titolo e del quadro capolavoro. Dovrà scorrere molto sangue per capirci qualcosa, la morte è rapida ma ogni omicidio viene “rappresentato” da coreografie teatrali, è indispensabile una vera autopsia. Del resto, nella libreria del giudice ministro in pensione vi sono Clancy, Patricia Cornwell, Coelho, Sepúlveda, Lovecraft, King e Schettini. Sempre musica in auto (un SUV ovviamente): George Benson, Beyoncé, Talking Heads. Inoltre il cellulare di Bernie squilla sulle note di Smooth Criminal (Michael Jackson). Il testo ha una garbata positiva prefazione di Daria Nicolodi.