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Armida Barelli, una donna fra due secoli

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Armida detta Ida nasce nel 1882 a Milano da una famiglia borghese e benestante, di orientamento cattolico liberale, non particolarmente interessata alla religione, che educa i sei figli a principi di onestà, operosità e amore per la patria di tipo risorgimentale. Ida frequenta le scuole elementari a Milano. Quando confida alla madre frasi le maliziose ascoltate dalle compagne per averne spiegazione, la madre, preoccupata, la toglie dalla scuola pubblica e la manda dalle Orsoline a finire le complementari. Il padre, nonostante i suoi preconcetti nei confronti del mondo clericale, conviene che sia la cosa migliore da fare. Ida, ragazzina vivace, creativa e brillante, non è per nulla interessata al mondo religioso e quando la inviano a terminare gli studi in un collegio svizzero, il migliore del cantone tedesco, l’istituto religioso di Santa Croce, si mostra inizialmente molto insofferente e talvolta indisciplinata e ribelle. Nonostante un’iniziale refrattarietà, impara a meditare e la compagnia di una ragazza tedesca, Agata, l’avvicina all’amore per il Sacro Cuore di Gesù. Quando scrive a casa che intende entrare nella congregazione religiosa delle sue educatrici, il padre la richiama a Milano costringendola a interrompere gli studi. Per un anno intero la trattengono a Milano, presentandola in società, comprandole gioielli e vestiti, coinvolgendola in gite e feste, mentre lei continua solo a desiderare di poter andare ogni giorno a Messa…

Il 20 febbraio 2021 è stato riconosciuto da parte di Papa Francesco il primo miracolo attribuito ad Armida Barelli, che apre di fatto la via alla beatificazione di questa incredibile donna. La prima edizione di questa biografia risale al 1967, ed è arricchita, nella riedizione attuale, dall’introduzione di mons. Giuliodori. Una biografia intensa e appassionata, scritta da Maria Sticco che di lei fu collaboratrice, di una donna che, rimasta fedele al proprio spirito vivace e creativo, si consacra al divino e ne diventa promulgatrice attraverso un apostolato attivo e un amore smisurato verso il prossimo. Laica francescana, rifiutò di formarsi una famiglia propria senza rinunciare ad essere madre e sorella dei più deboli. Fra il 1917 e gli anni Trenta, fu antesignana delle più moderne femministe spingendo per un ruolo attivo della donna nella società, formò e diresse la Gioventù Femminile di Azione Cattolica, fu cofondatrice dell’Università Cattolica, fondò l’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo di cui fece parte, la casa editrice Vita e Pensiero, l’Opera della Regalità e moltissime altre opere volte sempre al sostegno dei più bisognosi e alla promulgazione della parola di Gesù. Una narrazione fluida e ricca di particolari sulla conversione e sull’intensa vita della Barelli, che non potrà che appassionare gli amanti del genere.