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Ascolta la tempesta che esplode

Ascolta la tempesta che esplode

“Marseillette 1962. Cali è l’unica tra noi ad essersi realizzata nella vita”. A soli sette anni Cali, affascinata dalla danza popolare della figlia più piccola di una famiglia di bulgari, si lascia travolgere dal potere di quei movimenti avendo ben chiara la sua missione: iscriversi ad una scuola di danza. Carmen, che vede in Cali, sua nipote, un’estensione di sé, preme sulla sorella Rita perché acconsenta alla richiesta della figlia. Si impegna personalmente ad accompagnare la nipote ai corsi di ballo. È così che prende forma il suo destino, lezioni di danza, pianoforte, “voglia di imparare e confrontarsi con mondi così lontani dal nostro”. Cali è il perno e la luce attorno al quale covano come chiocce Carmen, Rita, Leonor, André, lo sguardo sul futuro che li mantiene vivi e resistenti. Carmen, la più piccola delle sue sorelle, è indissolubilmente legata alla nipote, l’ancora e il rifugio di una vita da cui vorrebbe altro. Ma Cali cresce e, tra gli allenamenti, le tournee ed Ernest, il fidanzato, c’è sempre meno spazio nella sua vita per la zia, che ha sempre meno motivi per restare a casa, a Marseillette e svolgere il lavoro al cafè con le sorelle, una soffocante prigione. I giorni sono sempre uguali e quello che Carmen desidera è un po’ di azione, vedere il mondo. Tuttavia, qualcosa sta per cambiare quando, ad un’ora improbabile della notte, con il cafè in chiusura, Carmen sta finendo di preparare i tavoli per la colazione e alla sua porta bussano quattro uomini che irrompono nel locale, tra cui Antonio...

Cali, Antonio, la Yaya, Escouto, Violette, Rita, persone che danno nome e voce ad ogni capitolo del romanzo in un ordine che scandisce la vita di Carmen, a partire dalla piccola Cali, la nipote che rappresenta un nuovo inizio per le sorelle Ruiz- Monpean le quali, da quando si sono trasferite a Marseillettes (cittadina natale anche dell’autrice Olivia Ruiz, cantante e attrice famosa in Francia) “hanno trasformato il villaggio. Non contente di essere belle, gioviali e tanto gentili, hanno saputo creare con gli abitanti un rapporto che ha del miracoloso!”. Cali rappresenta il periodo dell’innocenza e della speranza, per Carmen, persino nell’immutabilità della sua vita. Ma l’infanzia di Cali passa, Carmen diventa sempre più grande e nel vedere realizzati i sogni della nipote, capisce quanto sfumino sempre più i suoi, come la ricerca di essere indipendente. Arriva Antonio, un torero spagnolo, non ammirato per la sua professione, ma quella torbida passione che risveglia in lei equivale alla voglia di Carmen di esplorare nuovi mondi, il che la convince ad accettare la proposta di seguirlo. I desideri di Carmen sembrano avverarsi, ma quando lascia qualcosa di immutabile eppure sicuro, scopre che la realtà è un’altra. Va in prigione e allora inizia un nuovo capitolo della sua vita. La delusione per essersi fatta ingannare, la repulsione per la sua ingenuità, essendo cresciuta in un piccolo paese, la spingono verso la droga, ma la Yaya è un barlume di speranza nel buio della prigione. Il romanzo, in una scrittura intensa, essenziale, commovente e cruda, percorre la vita della protagonista che si racconta in prima persona attraverso i personaggi che ne fanno parte, dalla nipote, alla passione avventata e clandestina di Antonio, alla prigione fino ad Escouto, che aveva conosciuto bambino e ritrova uomo dopo gli anni di carcere, un uomo pronto a salvarla. La storia di Carmen è quella di una famiglia segnata dal franchismo: dal suicidio dei genitori per sfuggire al regime, al rifugio trovato dalle sorelle Ruiz-Monpean in un paesino francese, in questo romanzo si leggono la resistenza, i sacrifici, l’amore e gli sbagli, ma soprattutto il perdono e la rinascita, dopo aver toccato il fondo. Ascolta la tempesta che esplode attraversa il dolore di Carmen, che continuerà a cercarne l’origine “per smettere di avvelenare l’aria del nostro cafè-mondo. Per far volare via le migliaia d