Salta al contenuto principale

Ascolta oltre l’oceano

Ascolta oltre l’oceano

E arriva il giorno che ti cambia la vita. Giovanni è un uomo in carriera, anzi inaspettatamente riceve la notizia che diventerà a breve il capo della filiale. È in concorrenza con Alessandra, una delle sue amanti - che ancora non sa di non essere stata scelta per la successione. In ufficio si verifica un problema: Vincenti, l’attuale direttore che Giovanni dovrà sostituire, viene avvisato di un ammanco di ottocentomila lire di valori bollati ad opera di un giovane nuovo impiegato che viene licenziato in tronco. L’ultima grana prima delle meritate ferie in un’isola deserta per Giovanni, che pregusta il dolce far niente tra mare e letture. Samuele, il ragazzo dell’ammanco, viene convocato e non fa e non dice nulla a sua discolpa. Lo licenziano su due piedi e solo a questo punto si ha una reazione da parte sua: prima uno sguardo impaurito, poi si inferocisce e comincia a insultare tutti, a cominciare dal direttore. Esce dalla stanza e gli insulti diventano minacce: “La pagherete! La pagherete tutti!”. Giovanni intanto parte per le ferie nella sua isola sperduta. Una settimana totalizzante di solitudine, mare, sole e libri per ritemprarsi. Ovviamente non riceve notizie dalla terraferma e soprattutto dal suo mondo. Scopre tutto quanto rientra dopo sette giorni: il giovane Samuele torna in sede e, pistola alla mano, uccide tutti coloro che gli si presentano davanti. Anzi, conoscendo il personale, chi non trova se lo va a cercare, fino allo sterminio totale e senza pietà di tutti i suoi ex colleghi. Rientro difficile per Giovanni che, trasferito in altra sede, vede svanire tutte le possibilità di far carriera. Con il tragico evento perde tutto, colleghi, ufficio, amici, amanti, soprattutto perde Sabrina con la quale stava per fare sul serio, subito dopo il rientro dalle ferie, per una improvvisa voglia di stabilità...

Non c’è limite all’inimmaginabile e il destino di Giovanni è proprio un colpo di scena dietro l’altro, senza soluzione di continuità. Si incontrano momenti in cui si vorrebbe abbandonare la lettura per quegli eccessi di violenza gratuita e inaspettata, ma non si fa nemmeno in tempo a razionalizzare il pensiero che tutto è già cambiato e soprattutto il lettore torna a fare il tifo per Giovanni. Accidenti che storia, viene da dire, cercando di verificare tra le pieghe della vita se davvero possono esserci esistenze del genere, così dense, così intense, così senza nulla di scontato. Certo, nello svolgersi degli eventi, a parte quelli impensabili iniziali, Giovanni ci mette molto del suo. Tutto ciò che avviene è frutto di una sua scelta specifica, del suo fuggire da un’esistenza troppo fitta di un passato pesante, mentre lui avrebbe solo voluto starsene in pace al mare, o anche nella città dove è cresciuto con sua È zia, senza complicazioni, senza scossoni o verità terribili, ma che scopre tardivamente. È vigliaccheria la sua? Probabilmente no, il suo tasso di dolore lo ha pagato con interessi alti. È questo che non spiega poi gli eccessi di violenza, la trasformazione che avviene in lui nel periodo “dell’Alveare”. Salvo poi redimersi di nuovo o forse solo controllarsi e prendere altri schiaffi dalla vita, innamorandosi e venendo respinto, senza un attimo di tregua, cambiando lavoro, casa, città, ora alle stelle per finire nelle stalle. E alla fine, tra odio e amore, è difficile staccarsi da Giovanni, fino all’epilogo della sua storia.