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Aspettando Corto

Aspettando Corto

Ugo si trasferisce in Africa a dieci anni verso la metà del 1937 insieme alla madre e al padre, che aveva trovato lavoro nei quadri del regime come impiegato presso l’Ufficio per lo Sfruttamento della Mano d’Opera Indigena. Salgono sulla nave Italia, ancorata a Venezia, e arrivano a Port Said, dove gli inglesi in divisa e gli egiziani in vestito bianco sono freddi e di poche parole, mentre i fascisti urlano e gesticolano. Il padre al consolato, durante la riunione del Fascio, ostenta un piglio mussoliniano, ma il figlio non ha interesse per tutte quelle vanterie e se ne esce. Ha così il primo contatto con l’Africa: un giovanetto arabo che compie un gioco di prestigio con un tappo e un pulcino. Dopo il classico giro al bazar, la famiglia Pratt fa ritorno sulla Italia, perché la loro destinazione finale è l’Abissinia. Lungo il percorso continuano a passare per basi di colonie inglesi, finché arrivano alla destinazione finale, Massaua. Il caldo è asfissiante e il viaggio verso Addis Abeba è sfiancante. Al Villaggio Littorio lo hanno subito inserito al ginnasio «Vittorio Emanuele III» di Entotto, dove i ragazzi arrivano su autocarri militari. Tutti i maschi fanno a gara per accaparrarsi il posto dietro le ragazze e il migliore in questa operazione è Bianco Rosso, un siciliano che cede la posizione in cambio di merendine. Ma la vera emancipazione non avviene in campo amoroso, ma grazie a Brahane, il servo di casa. Da lui impara a parlare l’abissino, sfuggendo in qualche modo al controllo, anche linguistico, del padre…

Hugo Pratt non ha bisogno di presentazioni: fumettista italiano di fama internazionale, creatore di Corto Maltese, giramondo indefesso. Aspettando Corto è l’autobiografia nella quale illustra la sua vita prima della notorietà. I confini estremi che la racchiudono sono l’avventura in Abissinia al seguito del padre tra le fila fasciste e l’esistenza da artista bohèmien nell’Argentina del dopoguerra, terra di transfughi ed esiliati. Il racconto si sviluppa per episodi frammentari e segue il filo ancora incandescente dei ricordi della giovinezza. Il mondo che il fumettista dipinge è tanto variopinto quanto inconoscibile; lo popolano personaggi grotteschi, lontani da qualsiasi canone realistico. Le vicende narrate sono corredate e scandite dai bozzetti del giovane Pratt, intento a raffigurare persone e oggetti con giocosa partecipazione. Da questi disegni e dal racconto, a emergere con impellente prepotenza è l’ammaliante erotismo che Pratt rincorre come un cercato d’oro all’inseguimento di una vena nascosta: i deserti africani, i canali veneziani e le stamberghe argentine non sembrano altro che sfondi distanti su cui il fumettista proietta i propri desideri sessuali e le proprie turbe. Ma limitare questa autobiografia al tentativo di rammentare il proprio apprendistato erotico (non solo nella vita, ma anche nel disegno) sarebbe una violenza inaccettabile: Aspettando Corto è anche la raffigurazione di un mondo che agisce ma non arriva a comprendersi e che l’artista tenta di afferrare con segni grafici e parole, ben conscio dell’irrealizzabilità del suo progetto.