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Assoluzione

Assoluzione
A venticinque anni, Andrea Marigliano entra come praticante nello studio del celebre penalista Federico Scalia. Per lui, cresciuto nella provincia napoletana e in teoria destinato a lavorare nel negozio di alimentari dei genitori, quel momento rappresenta una svolta decisiva nella vita: trasferirsi a Napoli ed entrare in contatto con una delle più importanti figure di spicco del Diritto italiano. Scalia, altrimenti noto - sia ai suoi detrattori che ai suoi estimatori - come il Mozart di Parco Grifeo, è uno di quegli individui che nel bene o nel male fa parlare di sé, anche se nella sua vita ci ha tenuto a non confondere la professione forense con il pettegolezzo da rotocalco. Scalia è balzato suo malgrado agli onori della cronaca perché difensore di uno dei boss più influenti della Camorra con base nell'hinterland del capoluogo campano, accusato di diversi reati, dallo spaccio al riciclaggio di denaro. Un uomo va difeso finché non viene riconosciuto colpevole: Andrea imparerà ben presto questa lezione, seguendo a fianco del suo incontrastato maestro il caso di Penelope, una ragazza giunta allo studio per chiedere disperatamente l'aiuto di Scalia. Il padre viene accusato nel suo paese di un reato infamante del quale la sua famiglia sarebbe segnata per sempre. Il giovane praticante si troverà quindi a raccogliere informazioni, ascoltare gli abitanti di Laudosmini, paese natale anche del suo illustre mentore, per formare il più possibile l'impianto difensivo. Ma come al solito l'indagine costringe a percorrere strade inaspettate...
Il romanzo di Antonio Monda si muove intorno al concetto di giustizia. Non solo nell'accezione più "giuridica" del termine, ma anche e soprattutto in riferimento a quel diritto etico che dovrebbe essere riconosciuto a ogni individuo. Ovviamente un avvocato è chiamato a mettersi in discussione, specie quando accetta di difendere il criminale più efferato, anche soltanto per motivi di narcisistico riconoscimento delle sue capacità. E il giovane ma volenteroso protagonista del romanzo non può scampare questa regola di base. Antonio Monda, con uno stile molto sobrio, a tratti decisamente troppo controllato, è interessato a narrare più che le circostanze esterne l'evoluzione interiore dell'inesperto praticante, l'intricata commistione che si crea tra le sue vicende professionali e quelle private. E ci riesce, senza infamia e senza lode.