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Atlante dei luoghi immaginati

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I ragazzi procedono di buon passo fino a svanire nell’oscurità, per ricomparire circa una mezz’ora dopo in prossimità di uno di quei classici camposanti dell’ovest che, situati un po’ discosti dal villaggio, più o meno a un miglio, un miglio e mezzo, in collina, sono circondati da una tipica staccionata sghemba punteggiata di erbacce varie… Mentre chiede alle figlie come sia andata la giornata, la signora March si toglie di dosso gli abiti bagnati e si siede in poltrona, privandosi poi anche delle scarpe: Amy è in braccio a lei e dà indicazioni – niente di nuovo sotto il sole – a tutte le altre sorelle, Beth trotterella indaffarata senza mai l’ombra di un lamento, Jo rinforza la legna nel camino travolgendo nel frattempo ogni cosa che tocca e Meg apparecchia la tavola. Quando finalmente sono pronte la mamma annuncia una sorpresa…

La letteratura racconta sempre la vita e si rivolge comunque ai suoi contemporanei e auspicabilmente anche ai posteri pure nel momento in cui inventa mondi altri, ma che si identificano spesso come allegorie, simbologie e metafore, sintesi della realtà che si vuole descrivere e raccontare. Come sosteneva Umberto Eco – e altri in effetti prima di lui con parole diverse ma dal simile significato – è una sorta di immortalità al contrario, nel senso che consente a ciascuno di vivere molte più vite di quante altrimenti sarebbe concesso, ovverosia una soltanto. Non c’è limite pertanto alle avventure che si possono incontrare nelle pagine dei grandi romanzi, e chiaramente ogni vicenda ha la sua ambientazione, luoghi che spesso e volentieri non esistono nella realtà ma che sono veri proprio perché l’immaginazione dei loro creatori li ha definiti e fatti diventare vere e proprie icone: la casa di Piccole donne, la strada dai mattoni dorati di Dorothy ne Il mago di Oz… Con agilità questa guida, adatta a tutti, grandi e piccini, conduce il lettore nella letteratura e alla scoperta di sé e della sua identità.