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Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità

Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità

Corre l’estate del 1940, l’Europa è in guerra e la Francia è stata recentemente occupata dai nazisti. Ciononostante in Dordogna, nel piccolo villaggio di Montignac, la vita scorre tutto sommato normalmente. Un giorno, l’apprendista Marcel Ravidat si avventura su una collina alla ricerca di un fantomatico passaggio segreto che dovrebbe condurre a dei tesori. Trova in effetti un ingresso, ma deve aspettare quattro giorni per scoprire cosa c’è dentro: non oro e pietre preziose, ma pitture rupestri… Nel 1809, l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt ottiene il permesso dell’African Association per risalire il Niger e localizzare la leggendaria Timbuctù. Per prepararsi, conduce diverse spedizioni a Damasco, Palmira e Baalbeck, finendo spesso e volentieri rapinato. Passano tre anni e nel 1812 è ancora in attesa di trovare un passaggio per il Niger, così nel frattempo decide di avventurarsi nell’Arabia Petrea: ha sentito dire che, tra le montagne del Wadi Musa, c’è una certa città perduta… Nell’aprile 1947, il pastore Muhammad Ahmad al-Hamid si ritrova a inseguire una capra che è scappata. Il gregge è nei pressi delle scogliere della riva occidentale del Mar Morto e di certo l’animale ha trovato rifugio in una delle numerose grotte formate da queste rocce. Per farla uscire, Mohammad comincia a tirare delle pietre, finché non sente della terracotta spaccarsi: il sasso ha rotto una giara, al cui interno ci sono dei rotoli di pergamena…

Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia, uscito nel 2018, è piaciuto così tanto che lo scrittore Massimo Polidoro e l’illustratore Francesco Bongiorni hanno dovuto farne un altro: Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità. Come lo stesso titolo permette di capire, si tratta di una raccolta di testimonianze storiche, racconti, leggende e miti che abbracciano i cinque continenti, focalizzandosi sui luoghi che più hanno affascinato la specie umana. Il racconto di questi luoghi, breve ma comunque denso d’informazione e corredato di una “scheda tecnica”, è affidato a Massimo Polidoro. Professore, giornalista, segretario nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze), Polidoro è anche uno scrittore proficuo, autore di diversi romanzi (Il Profeta del Reich, Il passato è una bestia feroce). Le illustrazioni, d’altro canto, sono invece affidate a Francesco Bongiorni, illustratore che collabora frequentemente con testate quali il “New York Times”, “Guardian”, “Washington Post”, “Wall Street Journal” e “Le Monde”. Al fine di ultimare quest’opera, hanno dovuto scavare a fondo: Bongiorni racconta di essere andato per diverse settimane alla Biblioteca Nacional de España, a Madrid, e di aver selezionato le storie a suo parere più interessanti. In un secondo momento, queste sono state incrociate con quelle reperite da Polidoro, fino ad arrivare al risultato finale, che è questo qui. Un lavoro certosino, dispendioso e tutto sommato ben fatto. Se poi viene pubblicato in una nazione che si nutre di programmi come Mistero e Voyager, si otterrà giocoforza un successo notevole.