Salta al contenuto principale

Atlante dell’Italia esoterica - Storie, luoghi, misteri

Atlante dell’Italia esoterica - Storie, luoghi, misteri

Forse molti di voi già conoscono il Parco dei Mostri di Bomarzo e il suo simbolo, l’Orco in pietra dalla bocca spalancata sulle cui labbra è incisa la frase “Ogni pensiero vola”. Ma potete dire altrettanto riguardo a Villa Gravina di Palagonia a Bagheria? Di lei hanno parlato sia Dalí (intenzionato a comprarla), sia Goethe che ispirandosi a lei creò il neologismo “pallagonico”. Anche questa è una struttura famosa per i suoi mostri, ben sessantadue statue disseminate lungo il viale d’ingresso. Altri luoghi sono invece infestati da fantasmi e per conoscerne la storia e percepirne la presenza non è strettamente necessario essere dei ghostbusters armati di ghost trap. Il castello di Villalta ci insegna che le storie di fantasmi non hanno solo una base horror; tutt’altro, spesso originano da vicende romantiche, legate ad amori eterni che non si rassegnano a finire con la morte, proprio come quello tra Ginevra e Odorico. Gli spiriti dai cuori spezzati che restano legati ai luoghi sono spesso femminili. Nessuno è più determinato di una donna innamorata! Quello di una fanciulla di buona famiglia di nome Abufina infesta ad esempio il castello Sichinulfo a Grottole, vicino Matera. Anche lei è vittima di un amore impossibile, quello per il mugnaio Selepino. Moltissimi i castelli da nominare: quello della Rotta, di Duino, di Montebello, di Pescolanciano... Ad alimentare gran parte dell’aura di mistero intorno a innumerevoli luoghi del nostro paese non troviamo solamente mostri e fantasmi, quanto piuttosto miti e leggende. Racconti perlopiù orali che, mischiandosi in diversa misura a fatti realmente accaduti, hanno contribuito a plasmare il folclore locale. Che origine hanno le tombe dei giganti in Sardegna? Come è stato costruito il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano? Le grotte alchemiche di Torino esistono veramente? I luoghi più misteriosi ed esoterici d’Italia sono pronti a stupirvi e incuriosirvi...

Mostri, streghe, fantasmi sono creature da sempre parte integrante dell’immaginario umano. A qualsiasi latitudine o longitudine ci si trovi, storie originariamente tramandate oralmente ma sempre più spesso raccolte in testi analoghi all’Atlante dell’Italia esoterica spaventano bambini e incuriosiscono amanti del paranormale. Isabella Premutico, giovane romana divenuta famosa per il suo account Instagram @ilmerdoscopo, è un’appassionata di astrologia e di esoterismo. Si cimenta in questo breve manuale in un rapido excursus di luoghi italiani legati a vicende sinistre e ammantate di mistero. Quello che ci troviamo a leggere risulta però purtroppo un esordio da autrice non del tutto riuscito per Isabella. Il tono della narrazione è quello colloquiale e ironico che la contraddistingue anche sui social, un susseguirsi di impressioni personali “confidate” al lettore; interi paragrafi potrebbero tranquillamente essere scambiati per trascrizioni dell’audio di uno dei vari reel postati dall’autrice sui social. La presenza costante ed entrante della voce narrante riconquista di volta in volta la scena, con una simpatia che ben presto perde di naturalezza (“Ora, io non mi chiamo Amalasunta, non sono stata regina dei Goti e non ho sposato mio cugino, ma se venissi uccisa in questo modo forse neppure io troverei pace”). Un umorismo adatto e accattivante nel contesto dei brevi video di TikTok o di Instagram ma che non riesce a sostenere da solo un testo descritto come un “viaggio alla scoperta dell’Italia più oscura, magica e segreta”. Il contenuto suona fin troppo semplificato e dallo scarso potere informativo, forse anche a causa della scelta di includere in poco più di duecento pagine ben trentasei luoghi. Così troviamo alla fortezza di San Leo, un conte Cagliostro che è “praticamente una sorta di Wanna Marchi prima della tecnologia”; fun fact a ruota, tanto che forse anche voi arriverete a odiare questo termine, probabilmente; per non citare frasi ad effetto, a chiusura dei brevi capitoli, che suonano abbastanza vuote nel significato (“E visitare questo luogo ci ricorda proprio questo: tutto quello che ci sembra antichissimo, spesso e volentieri, è attorno a noi. Sempre”). Molte delle informazioni sono vaghe e superficiali (la pagina dal titolo “Fonti” a fine volume conta sette voci), la maggior parte delle quali reperibili tramite una veloce ricerca online. Gli elementi più dettagliati risultano date di nascita (fondamentali per risalire a segno zodiacale e ascendenti) e i minuti/chilometri di viaggio necessari per spostarsi da un luogo suggerito al successivo nelle vicinanze (informazioni che probabilmente prendono in parola la funzione di “atlante” dell’opera). Le illustrazioni di Giacomo Guccinelli restano forse la parte più incisiva di questa raccolta.