Salta al contenuto principale

The Atlas Paradox

theatlasparadox

Libby si risveglia in un luogo che non riconosce. L’ultima cosa che ricorda è di essere entrata in quella stanza: stava seguendo Ezra. Il suo ex fidanzato, colui che non doveva sapere del suo ingresso all’Accademia così da proteggerlo. Gli ultimi mesi erano stati difficili a causa di numerose rivelazioni in merito alla Biblioteca. Una, fra tutte, sosteneva che uno di loro sarebbe dovuto morire. Se all’interno delle mura accademiche non si respira sicurezza, al di fuori la situazione è ben peggiore. Un numero indefinibile di società segrete e complottiste li sta cercando: chi per eliminarli, chi per arruolarli tra le proprie fila. Reina, Parisa, Nico, Callum e Tristan, infatti, non sono medeiani comuni. Più li si osserva, più si arriva a comprendere che, insieme, hanno poteri tanto straordinari quanto miracolosi. Al loro cerchio di potenza, tuttavia, manca Libby. Nico, nonostante la rivalità che nutre nei suoi confronti, non riesce a smettere di cercarla. Sa che non è morta: qualcuno l’ha presa. Eppure, nessuno dei loro poteri sembra essere in grado di scovare alcuna traccia della fisicista sulla Terra. Nella realtà dei cinque ragazzi nulla sembra più funzionare. Se la maggior fatica sembrava essere data dalle ore interminabili di lezione, ciò che ancora non conoscevano era ben peggiore. Tra gli angoli oscuri della biblioteca, qualcuno trama per indebolirli. Eppure Reina, naturalista dalle capacità sorprendenti, sembra immune all’assopimento nel quale gli accademici tentavano di intrappolarli. Lei sa che, come i suoi amici, è ben diversa dai medeiani che li hanno preceduti nell’addestramento. È questo a metterli in pericolo e a renderli prede di una spietata caccia. Devono assicurarsi la sopravvivenza, ma, per farlo, prima devono ritrovare Libby…

The Atlas Paradox è il tanto atteso seguito di The Atlas Six, romanzo fantasy nato da un’auto-pubblicazione della stessa Olivie Blake. Il primo volume manteneva la promessa di una trama incalzante, climax, un sistema magico intrigante e delle suggestive atmosfere dark academia. Nonostante questo, molti lettori si erano dichiarati non soddisfatti. Il secondo volume sembra dare ragione a quest’ultimi. Nonostante gli elementi affascinanti non manchino, l’ambientazione sembra essere claustrofobica. I protagonisti vivono questo secondo romanzo all’interno dell’Accademia, certo, eppure sembrano non lasciare mai la stessa stanza. L’ambiente attorno ai personaggi è completamente opaco. Potrebbe essere una scelta adottata dall’autrice per dare maggior rilievo alla dimensione interiore dei personaggi, ma, se così fosse, il problema risulterebbe ancora maggiore. È proprio questa, infatti, la parte che rende le pagine un macigno. Per rendere chiaro il concetto ci si può immaginare che ogni azione sia rappresentata da una macchia d’inchiostro sulla quale viene versato un quantitativo d’acqua di volume triplo. La trama è diluita, annacquata. I colpi di scena sono scarni e per ognuno di essi viene fornita al lettore una quantità sovrabbondante di specifiche, dettagli inutili e, quando questi sono terminati, divagazioni. Sicuramente molto si deve al fatto che The Atlas Paradox è in sostanza il “romanzo di mezzo” della saga e subisce la sua natura di raccordo tra ciò che è stato nel volume precedente e ciò che sarà in quello successivo. Questo tuttavia non giustifica la totale assenza di climax. Per tutto il romanzo si attende qualcosa che non arriva mai. Ci sono rari spiragli nei quali la tensione sale leggermente, senza mai arrivare al culmine. Più che ad un colpo allo stomaco, somigliano ad un singhiozzo. C’è una nota positiva, però: con The Atlas Paradox l’asticella dell’aspettativa si è talmente abbassata che il terzo romanzo potrà solo essere migliore.