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The Atlas Six - Conoscere è spargere sangue

atlassix

Nella Biblioteca di Alessandria è racchiuso tutto il sapere dell’umanità: un tesoro dal valore inestimabile che necessita protezione, al fine di assicurarne la sopravvivenza. Il privilegio di poter custodire un’eredità tanto antica è destinato solamente a coloro il cui potere dimostra di essere abbastanza grande. La Società Alessandrina, ogni dieci anni, sceglie sei aspiranti candidati tra i modeiani di tutto il mondo da sottoporre ad un rigido addestramento. Al termine, solo cinque avranno il privilegio di entrare nella Società. Uno verrà invece escluso. La modalità di esclusione, tuttavia, riserva sorprese che gli aspiranti giovani talenti non avevano preso in considerazione: sono loro stessi a dover individuare l’anello debole del gruppo. Il gioco ha inizio e le sue pedine possono essere mosse in squadra o attraverso una sottile e spietata rete di sotterfugi. La scelta spetta ai giocatori. Atlas Blake è incaricato di reclutare i candidati e di iniziarli al corso di addestramento che ne determinerà il destino. Quando bussa alla porta di Libby e Nico a New York, entrambi eccellenti fisicisti in grado di plasmare gli elementi, riconosce immediatamente gli approfonditi studi magici della prima e la sfrontatezza del secondo. Tra i due sembra esserci già rivalità. Alla prima conoscenza con la naturalista di Osaka, Reina, lo stupore di Atlas non fa che accrescere: le piante rispondono al suo tocco, gioiscono alla sua presenza ed emettono un verso straziante quando abbandona la stanza. Tristran è un illusionista di Londra che vede oltre gli inganni dei suoi rivali in affari. In pochi anni, ha costruito un impero finanziario senza eguali. I tratti indiani di Parisa, le sue forme sinuose ed i suoi occhi ammalianti possono far aprire il cuore di qualunque uomo, rendendolo un libro aperto. Nessun segreto sfugge ai suoi poteri telepatici. Infine, Callum è un empatico e nessuno è immune alla sua manipolazione. I giocatori si stringono la mano: la lotta può iniziare...

The Atlas Six è l’esordio dell’autrice e sceneggiatrice americana Alexene Farol Follmuth, in arte Olivie Blake. Il romanzo, che rientra perfettamente nell’archivio del genere dark academia, è già stato osannato sulle pagine di “New York Times” e “Sunday Times” ed è diventato un cult per l’intera comunità BookTok. Ad aggiungere la ciliegina sulla torta è Amazon Prime Video, con l’annuncio di volerne trarre una serie dal prevedibile successo. Questa scelta non può che risultare azzeccata, in quanto la storia sembra essere destinata al grande (o piccolo) schermo fin da principio. Nonostante il lettore infatti venga proiettato in un mondo alternativo in cui la magia è attività assai concreta, la tessitura della trama è talmente facile da seguire che si ha la sensazione di visualizzare gli eventi con un montaggio incalzante. Questa sensazione è determinata da alcuni essenziali elementi narrativi. Primo fra tutti, l’ambientazione. il word building non ha nulla di visionario; è il nostro mondo il protagonista. Alla realtà che conosciamo si aggiungono però i modeiani, dall’aspetto umano ma dotati di poteri speciali. Il corso di addestramento di queste dotate personalità ha luogo in un istituto descritto come ogni tipico college della ivy league con il suo corollario di legno antico, biblioteche dagli alti soffitti e camerate semplici ma eleganti. Un altro furbo stratagemma adottato dall’autrice è quello degli stereotipi. I personaggi non hanno bisogno di particolari descrizioni, né queste sono necessarie al fine di far avanzare la trama. Essa si snoda grazie ai pensieri dei protagonisti stessi, già familiari al lettore proprio grazie alla loro stereotipizzazione. Libby è la secchiona, Nico l’eroe, Reina la solitaria, Tristan il bello e misterioso, Parisa l’affascinante donna che non è tutta apparenza e Callum lo spaccone che ha sempre la battuta pronta. Questo indulgere nei cliché, tuttavia, non è negativo: è paradossalmente geniale. Un esempio di come le cose già viste, se accompagnate da una scrittura altrettanto chiara e semplice, possono essere perfettamente godibili. The Atlas Six non è un romanzo che cambia la vita: ma la rende divertente per il tempo della lettura.