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Aurora nel buio

Aurora nel buio

Aurora Scalviati percorre la Provinciale 43 e le sembra che la sua auto si muova sospesa in un luogo lontano dal tempo, un luogo che i fari non riescono ad illuminare. La nebbia e il buio della notte rendono invisibile la campagna tutt’intorno e il viaggio le sembra infinito. Secondo il navigatore ancora mezz’ora di strada e finalmente potrà raggiungere Sparvara, la sua destinazione, la città emiliana in cui prenderà servizio presso il commissariato di polizia locale. I suoi colleghi, a Torino, dopo aver saputo quale fosse la sua nuova assegnazione, dopo un anno e mezzo di aspettativa, l’hanno rassicurata asserendo che gli emiliani sono espansivi, che nella cittadina cui è destinata non accade mai nulla e sarà quindi l’occasione giusta per riprendersi. Aurora sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio e le sue dita sfiorano la cicatrice sulla tempia. Intanto, seguendo le indicazioni del navigatore, imbocca una strada tortuosa che segue un argine. Una serie di luci azzurre, in lontananza, attira la sua attenzione. La visibilità è davvero scarsa e la donna capisce solo all’ultimo che si tratta di un vero e proprio posto di blocco. Rallenta e, quando un uomo in divisa si avvicina al suo finestrino e le spiega che non può proseguire in quella direzione, invitandola a percorrere la vecchia provinciale per raggiungere Sparvara, Aurora esibisce un sorriso di circostanza e ingrana la retromarcia per fare inversione. Accosta in corrispondenza del vialetto d’acceso di una casa, scende dall’auto e a passo spedito cammina fino allo spiazzo in cui sono parcheggiate due volanti, un’auto blu, un’ambulanza e una camionetta dei vigili del fuoco. Ma cosa diavolo può essere successo? Si tratta sicuramente di un omicidio. Aurora dimentica in un attimo la stanchezza del viaggio e si rende conto, una volta di più, che l’unico luogo al mondo dal quale non riesce a stare lontana è la scena di un crimine...

Forte, determinata, nata per stanare la verità e innamorata del proprio lavoro. Imprevedibile e generosa, sempre pronta a combattere contro il conformismo e l’inefficace esigenza di seguire le procedure ad ogni costo, anche quando allontanano palesemente dalla soluzione di un caso. La fantastica protagonista di questo romanzo, il primo di una serie che conta sino ad oggi altri tre titoli, è Aurora Scalviati, la più brava profiler della polizia italiana, superstite di un conflitto a fuoco durante il quale il suo collega viene colpito a morte e un proiettile raggiunge il suo cervello. Un frammento di tale proiettile diventa il fardello che la donna dovrà portare con sé per il resto dei suoi giorni, procurandole un disturbo bipolare che Aurora cerca di controllare sia con i farmaci, sia ricorrendo a terapie non del tutto convenzionali e tanto meno lecite. Intanto è stata trasferita in Emilia, in un paesino della soffocante provincia fatto di oscurità e nebbie; un luogo in cui pare non accada mai nulla, ma che nasconde invece figure inquiete e cariche di contraddizioni. A Sparvara la modernità va a braccetto con i pregiudizi e quando, vicino al ponte della vecchia ferrovia viene ritrovato un cadavere - il secondo, perché il corpo massacrato di una donna è appena stato rinvenuto in una casa - gli oscuri segreti della comunità vengono a galla uno dopo l’altro. Aurora deve combattere non poco affinché le sue intuizioni vengano prese in considerazione - nessuno dei superiori si fida di lei - ma l’audacia e l’ostinazione che la caratterizzano le consentono di accostare ogni tassello dell’intricato mosaico che nessun altro riesce a ricomporre, fino a delineare l’immagine completa di una verità fatta di incubi, segreti, tormenti e follia. Barbara Baraldi, regina indiscussa del gothic, torna con questo romanzo ai suoi esordi letterari dopo essere stata grande protagonista dell’urban fantasy italiano con la trilogia di Scarlett e la saga di Striges. Sceneggiatrice del noto fumetto Dylan Dog, mostra di sapersi trovare a suo agio tra diversi generi letterari e offre al lettore un personaggio perfetto per un thriller: una donna con la giusta dose di sangue freddo e di determinazione, un’anima lacerata ma capace di leccarsi le ferite e di lottare per riconquistare il suo ruolo, quello per il quale è indubbiamente la numero uno.