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Autunno rosso porpora

Autunno rosso porpora
Ricordate l’assassinio del figlio prediletto di papa Alessandro VI? È proprio da quell’omicidio che si riparte: nella Roma di fine Quattrocento controllata dallo Stato Pontificio il sangue scorre copioso per i mandanti dell’assassinio, cioè cardinali del Sacro Collegio pieni di vizi e corruzione sin sopra la testa e sicari comuni, sconosciuti alla massa. Il vendicatore è Segundo, uomo senza volto (agisce infatti mascherato), senza passato, senza storia, avvolto dal mistero ma preciso nella sua opera di sterminio. Inafferrabile sino a che Andrea Gianani, pittore appartenente alla nobiltà romana, uomo di sensibilità artistica indubbia, mal compreso e poco accettato dalla famiglia, non lo vede in volto. È la fine per lui, prima pugnalato alla spalla, poi coinvolto nella vicenda, testimone di qualcosa a cui non avrebbe dovuto assistere. Ecco perché è costretto a fuggire, trovando asilo nella casa della povera (in ogni senso considerata l’indigenza e la natura impossibile del suo amore) Gemma, donna di raro tatto e dolcezza. A condurre le indagini è Riccardo Fusco, il bargello ossia il capitano del popolo e della giustizia, contro la depravazione e la quasi totale assenza di giustizia. Riuscirà Gianani a smarcarsi dalle pesantissime accuse che mettono a repentaglio la sua vita?
Le sorelle milanesi Elena e Michela Martignoni, al contrario di chi non ha dedicato la vita allo studio della storia con particolare attenzione alla famiglia Borgia, si posizionano uno scalino sopra tutti gli autori di gialli a sfondo storico: sono informatissime, appassionate e hanno l’ardire di scrivere romanzi che raramente si discostano dalla realtà dei fatti, ecco perché i loro personaggi sono sempre realmente esistiti, salvo rarissimi casi. In Autunno rosso porpora, essendo la storia che narrano impossibile da documentare con certezza data la natura irrisolta del caso, si appellano alla fiction, inventando e intessendo percorsi possibili. Con Requiem per il giovane Borgia e Vortice di inganni si sono imposte all’attenzione del pubblico, spopolando in Spagna e ottenendo consensi a profusione. Una scrittura, quella delle sue sorelle milanesi che da sempre ‘compongono’ a quattro mani, che si destreggia con abilità spiazzante nelle pieghe della storia rinascimentale italiana con una particolare – quasi morbosa – dedizione agli intrighi, ai delitti irrisolti, alla corruzione e al vizio di chi sta ai vertici, politicamente e religiosamente. A rendere i loro romanzi, compreso quest’ultimo, coinvolgenti è l’impossibilità per il lettore di capire in anticipo il finale oltre alla cura maniacale per il dettaglio e per la descrizione dei contesti, dei luoghi e delle abitudini. Il Rinascimento si impone come il periodo storico più affascinante e complesso della storia italiana ed è piacevole scorgere tra le pagine personaggi come Michelangelo Buonarroti e il cerimoniere pontificio Burcardo. La Roma rinascimentale è servita su un piatto d’argento e non coglierla sarebbe un errore. A breve, forse, un film tratto dal romanzo: la sceneggiatura è sempre scritta da loro, sorelle e scrittrici affiatate, evidentemente, anche per il cinema.

Leggi l'intervista a Elena e Michela Martignoni