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Avete presente l’amore?

Avete presente l’amore

Venerdì 5 luglio 2019. Sono d’accordo che lui la chiami alle diciannove, ma decide di aspettare qualche minuto, perché lei non pensi di avere ancora il potere di dettare legge. Sono quindi passati tre minuti dalle sette di sera quando Andy compone il numero di telefono di Jen, la donna che ha amato per tre anni, dieci mesi e ventinove giorni e che l’ha lasciato così, da un giorno all’altro, spaccandogli il cuore. Al telefono lui le dice che la ama. Jen risponde di volergli bene. Andy le fa notare il tono freddo con cui conversa; lei risponde che sta semplicemente cercando di aiutare entrambi ad andare avanti. Andy vorrebbe trovare un equilibrio nella conversazione, mentre in realtà oscilla tra disperazione e indifferenza. Vorrebbe che Jen capisse quanto lui ancora la ami, ma allo stesso tempo vorrebbe darle l’impressione di aver superato il dolore della rottura. In realtà, non sa bene cosa speri di ottenere. L’unica cosa certa è che non vorrebbe essersi scolato tre birre. Jen gli spiega che la sua terapista le ha proposto di stilare una lista dei motivi per cui è un bene non stare più insieme. Nella lista che Andy scrive, indica tra le varie ragioni il fatto che Jen non sappia ballare e che le manchi completamente il senso del ritmo. Lo infastidisce il fatto che lei sia sempre super puntuale al lavoro, ma mai ai loro appuntamenti; che sia troppo legata ai cani, ai quali si rivolge come fossero persone; che suo padre sia un cafone e che abbia il vizio di parlare mentre al cinema assistono alla proiezione di un film. Anzi, assistevano, perché ora non stanno più insieme: ora lei lo ha lasciato e lui si è rifugiato a casa di sua madre, ha ripreso a fumare e beve, disperato e afflitto. La madre lo rassicura: pian piano comincerà a sentirsi meglio e alla fine la tristezza passerà del tutto. Nel frattempo, la donna si avvicina al lettore CD e fa partire In the wee small hours, il miglior album di tutti i tempi che celebra la fine di una relazione…

La difficoltà del processo di crescita e del diventare adulti, il senso di responsabilità che inevitabilmente tale processo comporta. Sono questi i temi che Dolly Alderton – giornalista, autrice Tv e scrittrice da oltre cinquecentomila copie – affronta nel suo terzo libro che, ancora una volta, ha come protagonisti i millennials e le relazioni umane che essi sono chiamati a intessere e ad affrontare. Dopo aver raccontato le proprie esperienze personali in Tutto quello che so sull’amore e la realtà delle app di incontri in Sparire quasi del tutto, questa volta al centro del romanzo c’è una figura maschile che deve affrontare il dolore legato alla chiusura di una relazione amorosa. Una rottura è sempre un lutto, un evento doloroso che costringe a fare i conti con se stessi e il proprio vissuto. Subire la rottura di una relazione intorno ai trent’anni, poi, è ancora più difficile, perché si tratta in realtà della fase della vita in cui in genere si raggiungono i traguardi del matrimonio, della nascita dei figli, delle prime certezze conquistate. Serve ancora più tempo del solito, quindi, per elaborare il lutto e superarlo. Ed è ciò che accade ad Andy, che stila liste che lo aiutino a comprendere i motivi per cui la sua relazione non aveva ragione d’essere e fatica a trovare la strada che gli consenta di riprendere il cammino della vita nella maniera meno indolore possibile. Dolly Alderton è pungente e ironica come sempre; inoltre sorprende il lettore offrendogli, nell’ultima parte del romanzo, il rovescio della medaglia, il ribaltamento della storia attraverso un cambio di voce narrante e punto di vista. Un ottimo espediente per mostrare come lo stesso evento venga filtrato in maniera diversa – o addirittura opposta – a seconda della prospettiva da cui lo si osserva e come l’interiorità di ogni individuo sia ricca, sfaccettata e unica. Una lettura divertente e profonda insieme, che conferma l’abilità dell’autrice e fotografa in maniera precisa e accurata il nostro tempo.