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Avremo sempre Parigi

Quante cose ci sono a Parigi… vicoli, muri, scalini della metropolitana, profumi, negozi di cappelli e ristoranti in vecchie stazioni. Ogni angolo ha un ricordo, un detto, una storia, un odore o un sapore. Per chi vive Parigi o anche solo ci passa per una breve vacanza. C’è la donna col ventaglio, la testarda e inquieta Berthe Morisot, che sceglierà la difficile vita della pittrice preferendola al tranquillo matrimonio benestante, la determinata Coco Chanel, la scrittrice Amélie Nothomb e tante altre donne in questa grande città che incastra passato e presente con la stessa classe di uno stilista capace di mescolare nuovo e usato, grigi e colori, proprio come Parigi, la città dei bric à brac, dei mercatini delle pulci, dei vide grènier fatti con i tappeti sui marciapiedi larghi dei Boulevard. Una passeggiata emotiva – sentimentale, come la definisce Serena Dandini – che attraversa dalla A alla Z, passando per Halls e Librerie, la Ville Lumiere che non distingue ciò che è trascorso e ciò che sta per arrivare, ciò che è fuori e ciò che vediamo dentro noi. È un percorso guidato dall’arte, dallo spirito indomito dei rivoluzionari e degli scienziati, dalle eleganti donne della città più chic dell’antico mondo. Un passaggio attraverso i vicoli degli arrondissement, quelle curiose chiocciole di cui si compone Parigi, che risveglia in noi dimenticate emozioni, joie de vivre e mélancolie. Avremo sempre Parigi dentro di noi, in questa mescolanza di tempi e colori, come quelle musiche che immediatamente ci accompagnano lungo la Senna…

Serena Dandini in questa opera ci accompagna nella sua Parigi, quella città su cui non aveva aspettative e che invece l’ha accolta come la libreria che accoglie gli angeli, senza pregiudizi, senza pretendere nulla in cambio se non la reciproca gentilezza e il rispetto di ogni diversità e provenienza. Una Parigi migliore, da cui trarre spunto per costruire i percorsi dei propri arrondissement interiori, una città come un’anima, uno stile di vita. Lo fa seguendo un tragitto alfabetico, che ci porta dalla A alla Z mescolando quadri, citazioni, libri e storia, personaggi e cinema. Un percorso libero, in cui il filo conduttore si arrotola qua e là, proprio come un foulard, e si fa confidenza personale, percorso di crescita, ricordo. Un modo di conoscere una città con gli occhi dell’autrice, e l’autrice con gli occhi di Parigi. Un libro che è una guida emotiva alla scoperta di noi stessi anche negli angoli meno appariscenti. Un racconto che a volte si perde dietro nozioni non troppo conosciute, paesaggi sfuggenti o incomprensibili, ma che poi riprende spedito e ci accompagna fino alla sua adorata conclusione in un affollato, caratteristico bistrot.