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Babysitter

Babysitter

Renaissance Grand Hotel, Detroit, sessantunesimo piano di un lussuoso albergo di settanta piani. Lui la sta aspettando. Un lui con un nome di sole due lettere puntate: Y.K. Impossibile che sia un nome vero; impossibile che di lui ci sia qualcosa di vero. Lei invece un nome vero ce l’ha – Hannah - ed è bella, bionda e ancora giovane, moglie di un ricco uomo d’affari e madre di due splendidi bambini. L’ha conquistata semplicemente toccandole il polso e facendole una sola domanda: “Quale sei tu?” Qual è lei? Quale moglie è? Chi è suo marito? Camera n. 6183: la suite dove lui soggiorna quando è a Detroit. Chissà se usa camere diverse per ospiti diversi oppure se riceve sempre qui. Hannah, che oggi sfoggia una borsetta Prada insolitamente pesante, è ancora in tempo per voltarsi e tornarsene a casa senza rischiare nulla, senza dover porre fine a una vita e iniziarne un’altra, ma ormai non ha scelta perché le porte dell’ascensore di vetro si sono aperte, quasi troppo velocemente per permetterle di prendere una decisione. Non le resta che cercare la stanza 6183. Non ha scelta? Davvero? Perché è venuta? Non lo sa, ma una forza la attrae verso quella porta e non vi può resistere...

Un intreccio di legalità e illegalità, di ingenua ricerca della felicità e crudeltà brutale, di ricatto e giustizia fai da te. Un bellissimo romanzo inquietante e avvincente, che vorremmo abbandonare per l’angoscia che suscita, ma che allo stesso tempo è impossibile mollare. Una storia i cui eventi, sino alla fine, prendono strade inaspettate che abbiamo timore di scoprire; una storia in cui l’ingenuità (o forse stupidità) di alcuni personaggi ci fa arrabbiare; una storia la cui violenza bestiale ci scuote. E a tutto contribuisce la scrittura davvero efficace di Joyce Carol Oates, abilissima nel rendere la noia della vita alto-borghese americana (tant’è che all’inizio si corre il rischio di venire nauseati dalla pesantezza delle giornate e degli interessi di questa fetta di società e commettere l’errore di abbandonare la lettura) e poi, con uno scarto netto, capace di tenerci avvinghiati a un susseguirsi di vicende imprevedibili. Ne traiamo la consapevolezza che le nostre azioni e i nostri modi possono innescare molto, che la nostra vita è strettamente legata a quella degli altri e soprattutto alle loro scelte.