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Baciami ancora, forestiero

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Sono passati da poco i giorni spaventosi, quelli fatti di irruzioni e arresti arbitrari. Il Paese sembra proiettato nel futuro con uno zaino pieno di cadaveri sulle spalle. Gente destinata al confino verso il Nord o il Sud, costretta ad abbandonare in pochi minuti: casa, famiglia, affetti, sotto lo sguardo truce dei soldati con il mitra alla mano. Pochi vestiti presi a casaccio e via sotto il telone verde del camion pronto a partire. Una mattina vengono a cercare Gastón, ballerino e coreografo. Una stella che ha messo la sua arte e il suo cuore per sostenere il sogno di Allende. I militari sgarbatamente gli dicono di darsi una mossa e mettere quattro cose in una borsa. Gastón vuole sapere dove lo porteranno, per scegliere. Alla fine un soldato gli dice Pisagua al Nord, veloce il ballerino prende al volo un costume da bagno e un asciugamano….. La cordigliera andina è innevata, i solchi che portano al mare sembrano suddivisi da una lama. Le navi dello spaccio arrivano sulle coste cilene e la cocaina è una dama di ghiaccio con guanti di seta. È corteggiata dai caporioni internazionali che arrivano a Santiago per affari, dai capi militari, dai parlamentari, tutti sudditi di questa dea senza etica né cuore. Giusto l’attimo dell’amaro in bocca, poi tutto ricomincia e addio stanchezza. Il domani è lontano, ma arriva, con una nausea pallida e poi il crollo. Niente risolleva o toglie il disgusto della dipendenza da questa felicità in grammi, non lo fa negli alberghi dei ricchi e neanche nei giardini di periferia…. Al Divine, discoteca gay di Valparaiso, è un sabato sera come tanti altri: ballo, musica, approcci e alcool. Una drag queen canta la versione di Grace Jones de La vie en rose. La speranza è che non vengano gli sbirri a fermare questa specie di Capodanno chiedendo i documenti. C’è odore di fumo che sale dalle scale, ma la musica va e nessuno gli dà peso. Un bagliore giallognolo sale dagli scalini, abiti e piume che prendono fuoco e la musica continua, che bello spettacolo pensano tutti. Le luci rimangono accese, mentre tutto intorno il fuoco avvampa potente…

Commozione e divertimento sono le emozioni che si provano leggendo la raccolta di racconti Baciami ancora, forestiero di Pedro Lemebel. I primi tre sono inediti, gli altri tratti da diverse sue opere: Adiós mariquita linda, La Esquina Es Mi Corazon e Zanón de la Aguada. Robert Bolaño ha definito Lemebel il più grande poeta contemporaneo, “perché la sua prosa è poesia”. I suoi scritti, principalmente legati al tema della marginalità, risentono in effetti di una grossa componente poetica, nel lessico e nelle strutture sintattiche. Lemebel si mette sempre al centro del racconto in prima persona e usa la sua sessualità come un’arma a doppio taglio: ferisce, ma ne è anche ferito. Inserisce nel registro tematico autodenigrazione, elementi kitsch, barocchi e dissacranti, utili a mescolare realtà, finzione e una grande umanità. I suoi testi si pongono in opposizione alla destra politica e alla borghesia cilena utilizzando l’omosessualità non come un punto di vista ma come attitudine letteraria. Queste “cronache piumate” mettono in risalto le difficoltà del mondo gay, in particolare nelle classi meno agiate della società cilena. Sono moniti contro il potere e l’omologazione. È risaputo che lui si è esposto in prima persona nell’opposizione a Pinochet, restando in Cile durante la dittatura, e non ha esitato, in seguito, a denunciare le menzogne della democrazia. Nel racconto La musica e le luci non si sono mai spente Pedro Lemebel ricorda il fatidico incendio della discoteca gay Divine di Valparaiso del 4 settembre 1993. Solo dopo trentadue ore i pompieri riescono a fermare le fiamme, quando tutto è distrutto, vite comprese. Le indagini, veloci e approssimative, non fanno chiarezza. Quella sera non ci sono solo gay dichiarati, ma anche tante altre persone che hanno una doppia vita e avrebbero avuto vergogna ad essere trovati lì. La prima ipotesi è un corto circuito, ma le luci rimangono accese, quello che è più probabile è un attentato omofobico in piena regola. I tragici fatti della discoteca Divine diventano un simbolo di lotta per i movimenti LGBT e il 4 settembre diventa la giornata delle minoranze sessuali. Fino al 2015, anno della sua morte, dovuta a un cancro alla laringe di cui ha cominciato a soffrire dal 2011, Lemebel ha continuato a raccontare su importanti testate nazionali e internazionali la sua esperienza artistica e intellettuale. Ha lavorato fino alla fine alla trasposizione teatrale di Senza te la città andata in scena pochi mesi dopo la sua morte. Nel gennaio 2020, a cinque anni dalla sua scomparsa, è riproposta come tributo a Lemebel, al Teatro Nescafé delle Arti dalla Compagnia Chilena Business. Pedro è la fata e la farfalla che non smetterà mai di volare.