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Bad Castro

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Sono in quattro all’interno dell’auto: Mark Gillard è alla guida; Jason Dunn occupa il sedile anteriore del passeggero, Judy Ray è dietro e non distoglie lo sguardo da Bad Castro, seduto accanto a lei. Sono le nove di sera e sta cominciando a fare buio. Mancano un paio di chilometri alla centrale di polizia di Stock Hill, ma i tre poliziotti sanno che non sarà per nulla facile raggiungerla. La sommossa partita pochi giorni prima da Stoke Newington si è propagata in tutta la città e parecchi roghi stanno infuriando ovunque. Si sentono sirene ululare in lontananza, ci sono auto avvolte da fiamme arancioni e altre ormai ridotte a carcasse fumanti. I negozi sono stati saccheggiati: le saracinesche di metallo sono completamente divelte, le vetrine in frantumi e parecchie macerie ricoprono i marciapiedi e le strade. Anche se per il momento non devono affrontare bande di rivoltosi arrabbiati o attacchi improvvisi, i tre poliziotti sanno bene di essere in un territorio di gang e di rappresentare, quindi, bersagli privilegiati. In questo momento sono il nemico e se uno dei tre finisce in mani sbagliate, difficilmente la passerà liscia. Unico elemento che gioca a loro favore è il fatto di viaggiare su un’auto civetta – anonima – e di essere in borghese. Judy ci ha provato a dire ai colleghi di aspettare, ma gli altri – tutti poliziotti con anni di onorata carriera alle spalle – non hanno dato retta a lei, che in fondo ha diciannove anni ed è alle prime armi. Poi, i colleghi avevano fretta di andare a prendere Bad Castro ed erano anche piuttosto curiosi. Nessuno l’aveva mai visto prima: era stato descritto come un giovane di quindici o sedici anni ma, ora che lo guarda bene, a Judy sembra che non ne abbia più di tredici o quattordici. In ogni caso, qualunque sia la sua età, ora che se ne sta lì ammanettato accanto a Judy, si tratta comunque di Bad Castro e nemici e amici finiranno per cercarlo. E se per arrivare a lui dovessero sbarazzarsi di chi gli è accanto, lo faranno senza alcuno scrupolo. Intanto l’auto ha superato il tratto peggiore di strada e ha ripreso velocità. Il sollievo che prova Judy è palpabile. La giovane si volta verso Castro che le restituisce lo sguardo insieme a un lieve sorriso sulle labbra. Judy lo prende come cenno di riconoscenza, giusto un attimo prima che tutto esploda in un boato assordante…

La vita, si sa, è sempre pronta a riservare sorprese e a mostrare nuovi percorsi. Kevin Brooks, per esempio, pensava di essere destinato a una carriera da musicista – punk, nello specifico – mentre oggi è tra i più interessanti e affermati autori di romanzi young adults, con una predisposizione naturale verso il thriller per ragazzi. Il suo ultimo lavoro conferma l’abilità dell’autore nel tessere trame che si destreggiano tra una calma apparente e una crescente tensione, che inchioda il lettore dalla prima all’ultima pagina. Il tema della vicenda è l’annosa lotta tra bene e male: da una parte c’è la figura di una giovane poliziotta – ancora non troppo esperta, ma animata da un profondo senso di giustizia – e dall’altra lo spietato capo di una banda criminale – Bad Castro – accusato di aver ucciso a sangue freddo un rivale e catturato, grazie a una soffiata, in una circostanza fuori dall’ordinario e in una giornata caratterizzata da disordini e sommosse cittadine. La poliziotta appassionata e il criminale freddo e lucido, quindi: un incontro destinato a fare scintille e a spingere i due protagonisti a studiarsi, a confrontare il loro agire e a chiedersi quali ragioni, quali ferite e quali certezze lo sottendano. Un linguaggio diretto e una trama architettata in modo da sorprendere il lettore, specie nel colpo di scena finale, che ribalta ogni certezza e dà un significato completamente inaspettato agli accadimenti. Diventa così complesso distinguere il confine tra bene e male: i bordi si sfilacciano e non sono più così netti come si potrebbe pensare. Ogni certezza vacilla e una nuova consapevolezza si fa strada. La vita e i comportamenti non oscillano unicamente tra il bianco e il nero, ma esiste una scala di grigi, variegata e consistente, da tenere in considerazione perché è proprio lì che, spesso, si trova la soluzione ai propri interrogativi. Un romanzo che scorre veloce e cattura l’attenzione fin dalle prime battute; un linguaggio secco e crudo che affascina; una vicenda che, senza avere la pretesa di dare risposte, stimola a interrogarsi sul vero significato della giustizia.

LEGGI L’INTERVISTA A KEVIN BROOKS