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Balla coi lupi

Balla coi lupi

Il tenente John Dunbar si sta dirigendo a Fort Sedgewick insieme a Timmons, “un civile, scapolo e dall’aspetto misero e trasandato” incaricato di portare le provviste. Nel remoto avamposto intanto il capitano Cargill assiste inerme alla condizione precaria del suo esercito: a parte il suo alloggio tutte le strutture costruite con il terriccio sono crollate, non ci sono più provviste, il deposito rifornimenti è vuoto e i suoi uomini si trovano in uno stato profondo di apatia. Per questo, nonostante il timore di essere arrestato, il capitano prende la sofferta decisione di abbandonare Fort Sedgewick per sempre e tornare a Fort Hays. Intanto Dunbar e Timmons arrivano a destinazione: mentre il tenente che ha sempre sognato di essere assegnato ai territori della frontiera dell’Ovest più di ogni altra cosa è entusiasta per la nuova avventura che si profila, Timmons vedendo il luogo abbandonato decide di ripartire. Durante il tragitto di ritorno però si imbatte in un gruppo di indiani pawnee che lo uccidono. Ormai, morto anche l’unico uomo a sapere della sua esistenza, oltre al maggiore Fambrough che l’ha assegnato al forte ma è impazzito, Dunbar rimane solo nella vasta distesa della prateria, con il fidato cavallo Cisco come unico compagno…

Balla coi lupi è l’opera d’esordio dello scrittore Michael Blake, da cui è stato tratto il celebre film diretto e interpretato da Kevin Costner. Attingendo al mito del selvaggio west, con questo romanzo Blake ragiona sul rapporto tra uomo, animale e natura e sulla solitudine che il tenente Dunbar, inghiottito dalla prateria e abbandonato dall’esercito, si ritrova ad affrontare. Solo il lupo Due Calzini, che contro ogni aspettativa si rivela inoffensivo e fedele, e il cavallo Cisco daranno sollievo al profondo senso di sconforto che il protagonista prova fino a quando non entrerà a contatto con gli indiani. L’occasione si presenta quando incontra una donna in fin di vita e la riporta al villaggio. A poco a poco con la tribù costruisce un solido rapporto di fiducia e stima che condurrà alla mescolanza delle due culture, fino a quel momento divise dall’odio e dal pregiudizio. Prima guardandosi con cautela, poi con curiosità, e infine con ammirazione il tenente e gli indiani imparano a conoscersi e a condividere abitudini e tradizioni: la battuta di caccia dei bisonti e l’apprendimento della lingua straniera aiuteranno Dunbar a integrarsi. Tuttavia non sarà facile per lui vivere nel dualismo che comporta il contatto con una nuova realtà: all’inizio è confuso perché non sente di appartenere né agli indiani né ai bianchi, ma con il tempo riesce a trovare la sua identità il suo posto nel mondo.