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Baccalà

Baccalà

Portogallo, 1910. Manuel ha tredici anni e gli occhi azzurri color del cielo sopra l’Algarve. Se ne sta seduto su un muretto a tirare i sassi nel vuoto e a ripetere una poesia che ha imparato a scuola, mentre i suoi genitori sono ancora nei campi a lavorare. A lui non è permesso aiutarli: deve studiare, per diventare un giorno avvocato, o medico, e non patire la fame. Ma quel giorno arriva una lettera dello zio Mario. Lo zio se n’è andato un anno prima in cerca di fortuna, salpando su una nave a vapore inglese: destinazione Hawaii, dove nelle piantagioni di canna da zucchero c’è lavoro per tutti. È Manuel a leggere la lettera per primo e subito il suo cuore vola lontano, fino a quelle isole che promettono una vita migliore. Così, quando legge le parole dello zio ad alta voce alla sua famiglia, omette qualche piccolo dettaglio riguardo alle difficoltà incontrate durante la traversata. In fondo tutto si era concluso bene, perché preoccuparsene? Giorno dopo giorno, quella lettera alimenta le speranze, che si fanno sempre più reali con l’arrivo a Lisbona del rappresentante di una società che intende reclutare persone disposte a trasferirsi alle Hawaii per lavorare. Inizia per Manuel un lungo viaggio e una grande avventura...

Partono tutti insieme: il ragazzo, i genitori e le sue due sorelle. Certo senza immaginarsi che sulla “Orteric”, la nave cargo gigantesca che da Lisbona li porterà a destinazione, ci sono oltre 1500 migranti, provenienti da Spagna e Portogallo. Manuel racconta la sua storia, tratta da una storia vera, in prima persona, permettendo al lettore l’illusione di leggere una sorta di diario e di identificarsi con il protagonista. La vita a bordo è dura, perché i viaggiatori sono ammassati, il cibo è scarso e l’igiene diventa un problema ogni giorno sempre più serio, portando con sé malattie e morte. Insieme a tutto questo, ci sono anche Pedro con il suo domino e Lara, di cui Manuel si innamora. Scritta dal punto di vista e con le parole di un ragazzino, questa storia ha il grande pregio di parlare di migranti, con realismo, sensibilità e concretezza, gettando luce, indirettamente, sulle storie dei migranti contemporanei, di cui non si parla mai abbastanza. Le illustrazioni di Andrea Alemanno, in monocromo blu, ben si adattano alla narrazione, che ha il mare come sfondo, fino alla fine. Marco Innocenti, autore per ragazzi noto soprattutto per il suo personaggio Capitan Fox, che ha appassionato migliaia di lettori in tutto il mondo, si misura qui con una storia vera, scoperta per caso un’estate in Portogallo.