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Canti dal mondo

Che cosa c'è di più bello di una capanna circondata da un orto rigoglioso e da un frutteto, là dove i pastori cantano e suonano la cornamusa, si chiede la canzone. Beh, la risposta in effetti non può che essere “nulla”, visto che quel luogo sembra davvero un angolo di paradiso… Da tutt’altra parte del mondo, invece, c’è un uomo che ha un pentolino. Ma quest’uomo ha anche un sacco, e il sacco ha un nome, Matilda, e questo sacco è prodigioso, è capace persino di ballare… Non è facile imparare i giorni della settimana, sfugge sempre qualcosa, un po’ come con i sette nani, per non parlare poi di quanto sia complicata certe volte la divisione in sillabe: perché non mandarli a memoria con l’ausilio delle note? In fondo, sono sette anche loro: era lu, era lu, era lunedì, era ma, era ma, era martedì, era me, era me…

Poche cose sono liberatorie come il canto, anche quando non si ha una preparazione musicale, basti pensare che cantando ci si affranca persino dalla balbuzie: perché con una canzone, che non è prosa eppure può certamente narrare una storia, non è poesia ma ha versi, e spesso rime, assonanze e consonanze, può essere definita come leggera ma al tempo stesso veicolare concetti fondamentali e di profondo impegno civile, sociale, culturale, persino politico, ci si può lasciare andare e rientrare in connessione con la parte più naturale, pura e profonda di sé, il fanciullino, insomma, di pascoliana memoria. Del resto che cantare sia una delle esigenze innate e primarie dell’essere umano, che è un animale sociale, e quindi ha bisogno di aggregazione, lo dice il fatto stesso che il verbo latino che sta per cantare, cano, abbia il paradigma irregolare, come tutti quelli che indicano le azioni che era più necessario saper comunicare immediatamente, e quindi per la norma grammaticale si poteva attendere, la lingua, organismo vivo e vitale, aveva e ha le sue impellenze. Grazie anche alle efficacissime illustrazioni di Giulia Orecchia questo libro per bambini, ma in realtà adatto a tutti, e anzi forse ancor più significativo se letto assieme da grandi e piccini, è uno strumento di conoscenza, di aggregazione, di formazione, in quanto, valicando d’un balzo i confini dello spazio e quelli del tempo ci mostra come in ogni luogo e in ogni epoca, raccogliendo un’antologia di filastrocche e non solo, a prescindere dal ceto, dal censo e dal colore della pelle, cose di cui i bambini, come Rhett Butler, francamente se ne infischiano, ci sia sempre stato il desiderio di gioire, giocare e volersi bene, imparare, crescere, unirsi e dare spazio alla fantasia.