Cosa c’è di spaventoso nell’orto?

Sembrerebbe una tranquilla giornata estiva nell’orto: le verdure crescono rigogliose, qualche insetto fa capolino dalle foglie di cavolo, i girasoli sbocciano lussureggianti. Ma in quell’orto si nasconde qualcosa di estremamente spaventoso. Lo dice per primo un cavoletto di Bruxelles che guarda il lettore con grandi occhi azzurri pieni di paura. Ma cos’è che lo spaventa così tanto? É un afide che arriva all’improvviso e che, spaventato a sua volta, si appoggia sull’ortaggio ma non è intenzionato a mangiarlo perché è molto, molto preoccupato di incontrate la cosa che più lo spaventa nell’orto: una coccinella! Ma anche la coccinella ha altro a cui pensare; e se incontrasse il ragno? È la cosa più spaventosa dell’orto. Un ragno, lì dentro, c’è davvero, ma non è interessato alla coccinella, perché nell’orto si aggira un corvo, che di ragni è ghiotto. Il corvo però ha altre preoccupazioni, nell’orto potrebbe arrivare un gatto che è la cosa più spaventosa, o forse no? Perché c’è qualcuno che si spaventa molto alla vista di un piccolo cavoletto d Bruxelles. Chi è?

Tutti abbiamo paura di qualcosa, che può essere più grande o più piccolo di noi. “Mal comune mezzo gaudio”, dicevano; sapere che l’oggetto della nostra paura soffre della nostra stessa emozione lo fa sembrare sicuramente meno spaventoso. È quello che succede in questo orto: tutti hanno paura di qualcosa, anche il ragno, che di solito fa paura ai bambini, deve nascondersi da qualcuno più grande e pericoloso di lui. La storia si struttura alternando momenti di tensione e di risate, fino al momento finale che ribalta la situazione e dissolve la tensione che si è creata leggendo la storia. E, dopo una prima lettura, il lettore può farne un’altra, più scientifica e scoprire qualcosa di più sulla catena alimentare: l’afide, che si nutre delle foglie del cavoletto di Bruxelles, è una preda della rossa coccinella, che è davvero ghiotta di afidi! I ragni sono golosi di insetti, sicuramente anche di coccinelle. Craig Smith, autore neozelandese, non è solo uno scrittore, ma anche un musicista di successo: il suo brano The wonky donkey è stato premiato e selezionato per l’ISC International Songwriting Contest. La sua impronta musicale è ben riconoscibile anche nel testo di questo albo illustrato che è costruito su ripetizioni ed esclamazioni che si susseguono come un ritornello e che lo rendono adatto per una lettura ad alta voce insieme ai bambini. Il testo è completato dalle grandi illustrazioni colorate di Scott Tulloch, che utilizza la tecnica del guazzo.

 


 

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