Emil

Emil

Lönneberga è un ameno paesino di campagna punteggiato da numerose fattorie, Katthult è una di queste, “con una casa verniciata di rosso su un cucuzzolo, in mezzo a meli e lillà”. Sarebbe un luogo tranquillo, “tutto pace e serenità”, se non fosse per uno dei suoi abitanti. Emil è un bambino vivace, ha due occhioni blu e vive con papà Anton, mamma Alma, la sorellina Ida, il garzone Alfred, la servetta Lisa, un cane un gatto ed altri animali ed il suo “beretin”, che porta sempre con sé, anche quando dorme. A dispetto del suo bel faccino tondo da angioletto ed i suoi capelli biondi, Emil si caccia puntualmente in qualche guaio, con buona pace di chi gli sta attorno, come quella volta che la testa gli rimane incastrata nella zuppiera. E’ davvero testardo e l’importante è che le cose vadano sempre e solo come vuole lui, come quando si incaponisce a non voler mangiare i fagioli stufati e pur di non darla vinta alla mamma si mette a sgranocchiare “le verdure vere”, rosicando un albero di Natale. Gli abitanti di Lönneberga, provando compassione per le sorti della fattoria di Katthult, arrivano a fare una colletta con l’idea di mandare Emil in America e liberare così la famiglia da “quella peste”. Emil è così, “un caro bambino”, ma non si può mai tirare un sospiro di sollievo quando c’è lui intorno…

A differenza di altri libri per bambini, l’autrice usa il “tu” rivolgendosi direttamente al lettore: “Era vivacissimo e testardo, non buono come te”. Con questa scelta stilistica, instaura direttamente un dialogo con chi legge e lo accompagna per mano lungo il racconto. Non solo, ma insieme al lettore commenta le vicende: “Chiedilo a Maja dei Crosej!” - a proposito della sera in cui Emil si smarrisce fra la folla di una festa di paese - “Anzi no, non farlo, perché altrimenti le farai venire sulle braccia delle pustoline rosse che prudono e non vogliono più andarsene”. L’autrice, Astrid Lindgren, svedese, nata nel 1907, è nota al grande pubblico soprattutto per un altro personaggio, quello di Pippi Calzelunghe, la bambina con le lentiggini e le treccine, un po’ eccentrica, e con maniere ben lontane da quelle che all’epoca si potevano definire consone ad una bambina. Anche Emil è scanzonato, ma qui l’autrice decide di regalarci un mondo di monellerie e di gioia, con una famiglia che ruota tutta attorno a lui, un bambino indubbiamente vivace, ma ricco di qualità positive: è intraprendente, a suo modo buono e pieno di risorse. È l’emblema della spensieratezza dell’infanzia. Peccato solo che “non fa altro che combinare birichinate. E anche se non ne combina, quando c’è di mezzo Emil capita sempre qualcosa”.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER