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Filastrocche lunghe e corte

Filastrocche lunghe e corte

Le cartoline illustrate raccontano tutto il mondo in un’immagine, fanno sognare. Ma dietro ad ogni foto cosa c’è? Il mondo reale, fatto anche di sofferenza e fatica. La fontana di piazza Mastai, con i bambini che si tuffano urlando felici, è il monito per la severità degli adulti che, in fondo al cuore, vorrebbero poter essere, liberi e spensierati, lì con loro. Passeggiare la domenica, tutti insieme in famiglia, sembra un sogno: possono il lavoro, gli straordinari, l’economia non permettere una semplice passeggiata? Un cieco che suona la fisarmonica richiama la gente all’essenziale. Ma dura un attimo e subito tutti tornano a lavorare. I bambini di città non hanno amici? Attenzione: in città neanche gli aquiloni riescono più a volare. E se a Napoli tolgono il sole? E come spegnere l’incendio della guerra se non tutti insieme? Il Natale di un bimbo povero è un risveglio triste, cancellato ogni desiderio con un dito sui vetri appannati. Tutti i giorni sono uguali e malinconici per chi ha l’animo appesantito dalle fatiche e dai pensieri: in fabbrica, in officina, chi lavora e non smette mai, e chi da oggi non lavora più. E poi la scuola, ultima ancora di salvezza per imparare a vivere davvero...

Questa raccolta di filastrocche, argute e profonde quanto cadenzate e divertenti, vivacizzate dai colori scintillanti e dal tratto sognante delle illustrazioni di Laura Rigo, è strutturata in sezioni che raccolgono per filoni tematici le poesie e permettono al giovane lettore (ma non solo) di orientarsi: Il libro delle città, Il libro dei mesi, Seimila treni, Filastrocche del mare, Filastrocche corte e gaie, Filastrocche delle parole. Gianni Rodari, maestro, giornalista e pedagogista, è stato il primo (ed unico) scrittore italiano a vincere, nel 1970, il Premio Andersen (il più prestigioso premio della letteratura per l’infanzia). La sua produzione (fantasiosa, divertente, accattivante) è sempre orientata ad un fine pedagogico, con una inconfutabile capacità di osservare e raccontare il presente attraverso l’uso sapiente della parola. Ciascuna filastrocca, infatti, sebbene con uno stile leggero e ironico, diventa un pezzo di puzzle che racconta l’esistenza dell’uomo contemporaneo: le città, le stagioni, il lavoro, la scuola, le relazioni, la famiglia, le ingiustizie, le disuguaglianze, la guerra. Lasciando spazio al contraltare dei valori fondanti (rispetto, tolleranza, pace, libertà, amicizia). Rime, ritmo, giochi di parole nascondono il suggerimento ad andare oltre le abitudini, oltre il conformismo, oltre il grigiore di una vita che ha perso la bussola. E riscoprire l’uomo. Partendo dallo sguardo dei bambini.