Fuori di galera

Fuori di galera

Mancano solo tre giorni. Il 3 gennaio Ilde, alta, esile, capelli ricci e arruffati, compie quindici anni, ma in famiglia i soldi non ci sono, e non avrà nessuna festa e nessun regalo. Lei che vorrebbe avere un cane, tipo un pastore tedesco a pelo lungo, un labrador o un maremmano, uno di quei cani che quando li porti a spasso tutti si girano a guardarti. Manuela, la madre, e anche nonna Rita dicono che un animale sporca, e poi in quella piccola casa popolare a Beinasco, periferia di Torino, non c’è posto. Proprio il giorno del compleanno, Angelo, suo padre, esce di galera, dopo dieci anni scontati nella Casa circondariale di Alba per aver ammazzato un pover’uomo durante una rapina ad una gioielleria. All’asilo, alle elementari e alle medie, i compagni la torturavano con questa storia, facendola sempre sentire di merda. Timida, un po’ solitaria, pochi amici, forse solo Martina, ma anche a lei piace Giovanni. Il giorno della liberazione Ilde e Manuela vanno a prendere Angelo con Violetta, una Punto di terza mano, un po’ scassata. È una giornata piovosa. Il padre a fette, come diceva sempre la nonna, entra prepotentemente nelle loro esistenze. Ma è possibile recuperare dieci anni di vita? Quel giorno Angelo chiude Manuela nel box e costringe Ilde a stare con lui per un paio di giorni, deve contattare i suoi ex complici e recuperare la parte di soldi che gli spetta, per non aver spifferato alla polizia i loro nomi. Per la prima volta Ilde entra in una macchina costosa, mangia in un ristorante di lusso, acquista ciò che desidera in un centro commerciale. Ma non si è trattato di rapimento, così Ilde dichiarerà tra le lacrime all’ispettrice di polizia...

“Ognuno bene o male ha un padre, o ce l’ha avuto. Vivo o morto, onesto o delinquente, simpatico o insopportabile, che resta o che se ne va. E con quel padre ognuno di noi si deve confrontare”. Un bel messaggio quello di Sofia Gallo e Pino Pace che scrivono un romanzo tenero, pubblicato dalla Marcos y Marcos nella collana Gli Scarabocchi, dedicata ai ragazzini tra gli otto e i dodici anni, così si legge nel sito web della casa editrice. È bene seminare ed innaffiare abbondantemente gli animi dei lettori di domani, affinché riescano ad inquadrare la propria vita entro orizzonti costruttivi, a definire i giusti obiettivi da perseguire, a riconoscere la strada da percorrere. Con la prosa giusta per comunicare con la giovane cerchia dei lettori, gli autori affrontano temi sociologicamente impegnativi, scrivendo di una ragazzina nata e cresciuta in un contesto marginale, dove non tutto però è avvolto in uno squallido grigiore. Per il suo compleanno i nonni Clelia e Cesare gli regalano cento euro, il padre addirittura un paio di orecchini d’oro, in verità il suo primo regalo e forse sono pure rubati, ma la rendono felice. Poi c’è Gianni, un vecchietto di ottant’anni, un professore, che regala ad Ilde libri di avventure trasmettendogli l’amore per la lettura. Quei libri di cui si sente il mormorio, che parlano anche quando stanno chiusi, in cui non ci sono risposte ma che aiutano a porsi le domande giuste. Libri che Ilde regala al padre, tornato in carcere, con la promessa che lo aiuteranno ad uscire da lì. E ancora Giovanni, il suo primo amore, il rapporto di amicizia con Martina, l’amore per la madre, di cui accetta le frequentazioni con altri uomini, per combattere la solitudine di donna. Ma soprattutto l’accettazione del padre, così com’è, del suo modo di amarla. Ma forse, dopo quei pochi giorni trascorsi con lei, capace di cambiare.



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