Giuseppe Verdi - Il cigno di Busseto

Giuseppe Verdi - Il cigno di Busseto

Giuseppe Verdi si racconta alle bambine e ai bambini in prima persona: “Sono nato al tempo delle candele e delle carrozze e quando me ne sono andato c’erano già i primi treni, la Coca-Cola e la Fiat!”. Giuseppe era il primo figlio di Carlo e Luigia Uttini, titolari di un’osteria alle Roncole di Busseto nella quale, giusto al momento della sua nascita, un gruppo di musicisti girovaghi stava intrattenendo allegramente gli avventori. Fu un presagio e una benedizione perché, fin da quei primi istanti di vita, forse, Giuseppe Fortunino Francesco Verdi fu affascinato dalla musica, che fosse quella delle campane del paese o quella di un violinista ramingo. I genitori, consapevoli del fascino che la musica esercitava sul figlioletto, lo mandarono a prendere lezioni dal maestro Pietro Baistrocchi. Le lezioni ebbero successo e Giuseppe, a soli nove anni, divenne organista della chiesa delle Roncole. Grazie ad Antonio Barezzi, un generoso mecenate che comprese le doti del ragazzo, egli fu mandato a proseguire gli studi a Busseto e poi a Milano, dove giunse a diciotto anni per sostenere l’esame di ammissione al Conservatorio. Ma l’esame andò male. I professori giudicarono le esecuzioni di Verdi “un po’ rozze” e ritennero inoltre che egli fosse troppo grande per cominciare un ciclo di studi al Conservatorio. “Quei professori presero un bel granchio! Il Conservatorio di Milano ora si chiama Giuseppe Verdi proprio in mio onore!” osserva il nostro protagonista, rivolgendosi ai suoi giovanissimi lettori...

Questo accattivante albo edito dal Teatro Regio di Parma ripercorre vita, trionfi, gioie e dolori di Giuseppe Verdi, ponendo in rilievo le tappe principali della sua lunga esistenza, “durata 87 anni 3 mesi e 17 giorni”. Il testo è opera di Cristina Bersanelli, pianista e scrittrice, la cui attività spazia dall’insegnamento della musica, dall’ideazione di spettacoli teatrali alla divulgazione della cultura musicale per ragazzi. Le illustrazioni di Patrizia Barbieri sono argute e chiare, aperte e fedeli allo spirito del tempo, alla psicologia del maestro e ai luoghi importanti della sua vita, come la villa di Sant’Agata, dove Verdi realizzò il suo sogno di “fare l’agricoltore” e dove appaiono, accanto a lui, i suoi amici animali: il cagnolino Lulu e il pappagallo Lorito. E come l’Hotel de Milan, in cui si addormentò per sempre, e la Casa di riposo per musicisti che porta il suo nome. L’albo si conclude con la “speciale linea del tempo” della vita del nostro compositore, che ne riporta le date salienti su di un pentagramma come fossero note, ora allegre e veloci, ora gravi e meditabonde. Seguono infine tre tavole in bianco e nero (Lorito, Lulu, Giuseppe bambino) che i piccoli lettori possono colorare.



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