Ha cominciato lui!

Ha cominciato lui!

(Se sei un bambino) Tito rientra a casa dalla scuola e, con sua grande sorpresa e delusione, si accorge che il suo amato camion dei pompieri è a terra rotto. Quanto ci tiene a quel giocattolo prezioso, dotato di sirena e di una scala in grado di alzarsi come quelle vere. Qualcuno deve averci giocato mentre lui era a scuola e la cosa lo fa davvero arrabbiare. I suoi fratelli, Davide e Maria, forse ne sanno qualcosa. Non si prendono le cose altrui senza il permesso del proprietario, dovrebbero saperlo tutti! Cosa decide allora di fare il rattristato Tito? Le opzioni proposte sono tre: andare dalla mamma in lacrime e raccontarle tutto, chiedere conto a suo fratello Davide che con molta probabilità è colui che l’ha rotto, provare con una decisa dose di pazienza a sistemare il guaio con l’aiuto di scotch. Per rispondere alla domanda e decidere cosa fare, ogni lettore può seguire una delle tre strade e vedere l’epilogo della storia che continuerà ad intrecciarsi fino all’ultima pagina. (Se sei un adulto) Gestire i conflitti vissuti dai propri figli non è semplice ma spesso, anzi molto spesso, occorre farlo per risolvere le quotidiane dinamiche che scaturiscono all’interno della famiglia. Non è piacevole vedere i propri figli litigare – esattamente come non è bello vedere i propri genitori farlo - ma a volte occorre intervenire con la giusta dose di mediazione per permettere a tutti di imparare da una situazione difficile…

Proprio da questo bivio inizia il libro di Elisabetta Mauti, che nella prefazione spiega ai genitori l’importanza del conflitto e del perché sia necessario imparare a gestirlo. Litigare fa parte della vita e, come dice il noto pedagogista italiano Daniele Novara, fa bene. La lite non rappresenta, ovviamente, la modalità con cui imbastire una relazione con il resto del mondo ma costituisce la transizione verso la corretta evoluzione del rapporto umano. Con il passare degli anni, ogni essere umano apprende che dallo sterile bisticcio si impara per ottenere una discussione matura e capace di promuovere lo scambio di idee e di emozioni. I bivi che ci propone la Mauti rappresentano perfettamente quelli che si trovano davanti i giovani fruitori del volume. Imparare a ricostruire in gruppo un ponte o a scegliere il “capo” che lo rappresenti sono elementi essenziali dell’esistenza del bambino e di ognuno di noi, non solo, verrebbe da dire, figurativamente parlando. Il linguaggio e lo stile dell’autrice sono colti, eleganti e a tratti sembra di trovarsi di fronte ad un romanzo di qualche decennio fa. Anche le illustrazioni di Chiara Baglioni seguono questa scia vintage, con un tratto che ricorda molto i manuali scolastici della fine del Novecento. Alla fine delle avventure dei tre fratelli, l’autrice ha inserito un’altra piccola favola di scarse due pagine in cui a litigare sono due adulti, due genitori pellicani, per aggiungere un ulteriore tassello, un diverso punto di osservazione su un altro tipo di conflitto: quello tra coloro che ci si aspetta riescano a rimanere impassibili e super partes, almeno dentro le mura domestiche.



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