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Harold e la matita viola

Harold e la matita viola

“Una sera, dopo averci pensato su per un bel po’, Harold [decide] di andare a fare una passeggiata al chiaro di luna”, ma subito si presenta un problema: in cielo non c’è nessuna luna. Harold decide allora di disegnarsela da solo con la sua fedele matita viola. Ma per fare una passeggiata al chiaro di luna non basta la luna, ci vuole anche un sentiero, e allora Harold disegna anche quello, e lo fa lungo e dritto, per essere certo di non perdersi. Intrapresa la sua passeggiata, però, Harold si rende conto che quella strada “lunga e dritta” non lo porterà da nessuna parte, e allora l’abbandona e prende una scorciatoia attraverso i campi. La scorciatoia lo conduce in una radura nella quale, secondo Harold, ci sarebbe stata bene una bella foresta, ed eccolo di nuovo a creare, stavolta intento a disegnare un solo albero, anche qui per non rischiare di complicarsi la vita. E poiché quell’albero risulta essere un melo, Harold si rende conto di dover disegnare un drago abbastanza spaventoso da tenere alla larga i ladri almeno finché le mele non saranno mature. Il drago, però, è talmente spaventoso che persino Harold sussulta e, tremando per la paura, finisce per disegnare un mare e caderci dentro: sarà sempre grazie alla sua matita che Harold disegnerà il modo di salvarsi e poi altri problemi e poi altre soluzioni, in un susseguirsi di innocui pericoli e di trovare di genio, fino a quella che è la più morbida e la ambita delle conclusioni per qualsiasi bambino (ma non solo)...

Harold e la matita viola è un classico dei libri illustrati per l’infanzia. Tradotto in almeno quattordici lingue, compresi il cinese e l’ebraico, apparve per la prima volta nel 1955 presso J. & J. Harper; il suo successo fu tale che furono pubblicare altre sei avventure del suo protagonista: Harold’s Fairy Tale (1956), Harold’s Trip to the Sky (1957), Harold at the North Pole (1958), Harold’s Circus (1959), A Picture for Harold’s Room (1960) e Harold’s ABC (1963). L’autore di testi e disegni è il perfezionista Crockett Johnson (1906-1975), più noto per le strisce di Barnaby (1942-52), ospitate sui primi numeri di “Linus” (1965-66) e poi raccolte in due omonimi Oscar Mondadori del 1970 e del 1976. Johnson fu un artista a tutto tondo, apprezzato per la raffinatezza dei contenuti di Barnaby ma anche per il suo percorso da pittore astrattista, che lo portò a realizzare oltre cento tele “matematiche” ispirate ai principi della geometria. Harold e la matita viola, che rimane la sua opera più nota, è un trionfo di esattezza, semplicità e sintesi, il tutto condito da un umorismo accessibile anche ai più piccoli: è inspiegabile che il volume sia stato pubblicato per la prima volta in Italia soltanto nel 2000, da Einaudi, e in edizione tascabile. Oggi Camelozampa lo ripropone in uno cartonato in linea con l’edizione originale (e si spera che abbia in programma di proporre anche gli altri sei volumi della serie, finora inediti in Italia). Dal punto di vista del contenuto, il testo, apparentemente elementare, si presta a diversi livelli di lettura: predomina l’interpretazione di un inno alla creatività, alla capacità di non allinearsi (Harold disegna una strada lunga e dritta ma poi prende una scorciatoia) e alla necessità di sviluppare presto una certa capacità di autogestirsi e autotutelarsi (Harold disegna una foresta ma con un solo albero, per non perdersi); in rete e altrove, però, si trovano decine di letture più complesse, sorprendenti e perfino strampalate. Tre curiosità: nel libro si parla in realtà di un “purple crayon”, ovvero di un pastello, come d’altronde si evince dai disegni, ma è comprensibile la scelta di mantenere “matita” come nell’edizione Einaudi; il personaggio è tanto radicato nell’immaginario americano tanto da essere apparso, tra l’altro, in un episodio dei Simpsons (S21:E22); nel 2002 HBO ha prodotto una serie animata dedicata ad Harold con la voce fuori campo di Sharon Stone. Garbato e universale, Harold e la matita viola è un regalo perfetto per bambini da 1 a 7 anni.