Salta al contenuto principale

I due fiammiferi

I due fiammiferi

California, estate. Il vento soffia forte mentre un uomo a cavallo attraversa i boschi. Indossa un mantello nero ed un cappello e dopo aver viaggiato a lungo, stanco ed affamato, decide di fermarsi a riposare. Smonta da cavallo con il desiderio di fumare un po’ la sua pipa, cerca in tasca e trova due fiammiferi; prova ad accendere il primo, ma non ci riesce. E adesso, si chiede? Gli rimane una sola, ultima possibilità, ma inizia a pensare a cosa succederebbe se davvero riuscisse ad accendere la sua pipa e tutte le prospettive ipotizzate gli paiono catastrofiche: con la cenere caduta tra l’erba secca potrebbe far nascere un piccolo fuoco, che potrebbe trasformarsi in un pericoloso incendio coinvolgendo l’intera foresta. Tale incendio potrebbe creare gravi danni alle sorgenti, alle mandrie e tra i contadini, che finirebbero rovinati e costretti ad andarsene altrove alla ricerca di un altro lavoro. “C’era un mondo intero legato a questo istante!”…

La storia inizia con il classico “C’era una volta” e il lettore si ritrova fin dall’inizio catapultato nell’atmosfera di una fiaba, che ha per protagonista un solitario uomo a cavallo. Un solo protagonista in un contesto estivo naturale e sullo sfondo piccoli villaggi circondati da campi e boschi, con animali e uomini dediti al lavoro. Le illustrazioni di Daniele Nannini, Premio Andersen nel 1988, occupano quasi sempre entrambe le pagine, con colori caldi e terrosi che portano il lettore a vivere una realtà terribile, seguendo le illazioni del protagonista, ma a distanza di sicurezza. Il libro dal finale inaspettato ricorda al lettore, sia esso bambino o grande, il potenziale di ogni nostro piccolo gesto, quale ad esempio quello semplice di accendere un fiammifero, e la responsabilità individuale che ne consegue, ben rappresentata dallo sguardo del cavaliere. Il testo, raccontato in prima persona, gioca molto con la dimensione ed i colori dei caratteri. La collana a cui appartiene questo libro intende far conoscere i racconti poco noti di autori famosi, conosciuti soprattutto per i loro capolavori. Robert Louis Stevenson è diventato famoso per il romanzo L’isola del tesoro, ma è stato anche autore di racconti, saggi e raccolte poetiche e pare fosse molto appassionato di favole, che faceva circolare tra i suoi amici e che non fece mai pubblicare.