I gatti dell’Hermitage

I gatti dell’Hermitage

Roma, casa Martini: Sharp se ne sta comodamente sdraiato sul divano di casa. Niente di eccezionale per un gatto soriano, non fosse che l’agente Sharp è il più grande esperto di codici segreti dei Servizi Segreti Felini, perciò la quiete di quella tiepida mattina di Marzo sta per terminare. Suona il citofono. Cleofe Martini, professoressa nonché umana di riferimento del nostro, solleva il ricevitore: c’è un pacco per Mario, la informa il postino. Una delle tante cose che la Signora Martini ignora è il fatto che questo è un segnale in codice: quando qualcuno cerca Mario, significa che in qualche parte del mondo i Servizi Segreti di Gattaka hanno bisogno dell’intervento dell’agente Sharp. Il pacco postale indirizzato a Mario contiene Il caso degli omini danzanti, racconto di Arthur Conan Doyle, e sulla prima pagina riporta una serie di numeri e lettere. Quando l’agente Sharp introduce furtivo su Booble Maps le coordinate contenute nel volume, scopre che queste individuano un punto molto preciso sulla carta: il Museo Hermitage di San Pietroburgo, sede russa di Gattaka, diretta dal suo amico Kot Potcenko. Così Sharp e l’ufficiale Rufus Mac Coy partono con urgenza per la Russia, ben nascosti tra vasi cinesi e fiocchi di polistirolo, diretti all’Hermitage!

I gatti all’Hermitage ci sono davvero, e da ben tre secoli, precisamente quando l’Imperatrice Caterina la Grande diede loro libero accesso al museo perché tenessero lontano i topi dalle preziose tele lì conservate. Da allora, i gatti girano indisturbati tra le grandi sale e i corridoi del museo, nutriti e coccolati, in cambio del loro prezioso lavoro. Non è così strano pensare che possano essersi organizzati, nel tempo. Questo è ciò che immagina l’autore, che inventa per i suoi personaggi felini un vero e proprio caso internazionale, che coinvolge nientemeno che una potente organizzazione collegata alla malavita felina orientale. L’agente Sharp, che quando non è in missione si finge un comunissimo gatto da divano, è protagonista di altre misteriose avventure. Buona la storia, ben scritta, ben illustrata. Il libro, inserito nella collana ZoomGialli, è ad Alta Leggibilità, ovvero utilizza un font chiaro e adotta un interlinea aumentato per fare della lettura un’esperienza accessibile a tutti (accorgimenti quanto mai apprezzabili, perché spesso l’editoria li riserva soltanto alle prime letture). A questo proposito, una commissione di ragazzi ha letto le bozze di questo libro e ha dato suggerimenti, collaborando così alla redazione della storia.



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