I racconti delle fate

I racconti delle fate

Un ricco uomo è in cerca di moglie, ma ha un’orribile barba blu che incute terrore. Nessuna fanciulla è disposta a sposarlo, soprattutto perché si dice che tutte le sue precedenti mogli siano misteriosamente scomparse. La figlia minore di una gran dama, accecata dalle ricchezze e dagli agi che quest’uomo le può offrire, alla fine decide di accettarne la proposta di matrimonio. Una volta diventata sua moglie e trasferitasi nel suo palazzo però, a causa della troppa curiosità, apre una porta che nasconde un terribile segreto... Una giovane fanciulla è costretta a fare da serva ad una matrigna cattiva e alle sue due figlie viziate. La buona e dolce fanciulla accetta la sua vita senza un lamento, ma quando al palazzo reale viene organizzato un ballo per trovare moglie al figlio del re, il suo unico desiderio è quello di poter partecipare anche lei... Un mugnaio alla sua morte lascia tutti i suoi averi ai tre figli: al maggiore il mulino, al secondo l’asino, mentre al più piccolo spetta in eredità solo il gatto. Ma questo gatto ha qualcosa di speciale: è dotato del potere della parola e il cambio di un paio di stivali e di un sacco promette di fare del giovane un uomo ricco e felice...

Prima del grande successo de Le avventure di Pinocchio, Carlo Collodi era un impiegato col pallino della scrittura, che lo spingeva a collaborare come giornalista (free-lance, diremmo oggi) con numerose testate locali. È il 1876 quando la libreria editrice Paggi gli commissiona delle traduzioni di famose fiabe francesi: da questo lavoro nasce proprio questo I racconti delle fate, primo testo di Collodi dedicato all’infanzia, che lo porta ad accostarsi al genere della letteratura infantile nell’ambito del quale lo scrittore troverà la sua fortuna. Questa raccolta di quindici fiabe è però molto più di una semplice traduzione delle celebri favole francesi di Perrault: è un vero e proprio adattamento in cui Collodi non ha saputo resistere ad aggiungere un pizzico della sua creatività. E come lui stesso dichiara nell’avvertenza posta all’inizio del libro, “Nel voltare in italiano I racconti delle fate m’ingegnai, per quanto era in me, di serbarmi fedele al testo francese. Parafrasarli a mano libera mi sarebbe parso un mezzo sacrilegio. A ogni modo, qua e là mi feci lecite alcune leggerissime varianti, sia di vocabolo, sia di andatura di periodo, sia di modi di dire: e questo ho voluto notare qui in principio, a scanso di commenti, di atti subitanei di stupefazione e di scrupoli grammaticali o di vocabolario. Peccato confessato, mezzo perdonato: e così sia”. Grazie alla sua traduzione, Collodi ha lasciato in eredità a grandi e piccini quindici fiabe ambientate nel meraviglioso regno della fantasia dove principi e principesse, re e regine, orchi, fate, uccelli turchini e gatti parlanti sono i protagonisti dell’eterna lotta tra il bene e il male, in cui su tutto trionfano la giustizia e l’amore.



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